Carabinieri: per 5 millimetri di altezza vince il ricorso – ammesso alla ferma quadriennale

N. 09187/2018 REG.PROV.COLL.

N. 12428/2017 REG.RIC.

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima Bis)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

 

per l’annullamento,

previa sospensiva,

– del giudizio di non idoneità del ricorrente, espresso con nota n.340662/2-11 del giorno 26/09/2017 dalla Commissione per gli Accertamenti dei requisiti sanitari del Centro Nazionale Reclutamento del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, nell’ambito del concorso per il reclutamento di 1598 Allievi Carabinieri in ferma quadriennale;

nonché

con motivi aggiunti

della graduatoria finale di merito;

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero della Difesa e Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 13 giugno 2018 il dott. Roberto Vitanza e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60

cod. proc. amm.;

Il ricorrente è stato escluso dal ricorso di cui in oggetto.

Il Collegio, con ordinanza n. 2632/18, ha disposto una verificazione al fine di accertare l’altezza del ricorrente.

L’organo incaricato ha accertato una altezza del predetto superiore di cm. 0,5 rispetto a quella misurata nel corso degli accertamenti sanitari effettuati dall’Amministrazione resistente.

A seguito della proposizione di motivi aggiunti avverso la graduatoria finale, con ordinanza n. 4354/2018 è stata disposta l’integrazione del contraddittorio per pubblici proclami sul sito internet dell’amministrazione.

 

L’incombente è stato assolto dalla parte ricorrente nei termini assegnati.

Osserva il Collegio.

La differenza di altezza accertata dall’organo verificatore, non contestata dalla parte resistente, comporta un vizio della peculiare procedura cui il ricorrente è stato sottoposto, il cui risultato costituisce la conseguenza di tutti parametri fisici del candidato, per cui l’alterazione di uno di essi falsa, all’evidenza, l’esito della prova.

Per tali ragioni il ricorso deve essere accolto e, per l’effetto, il giudizio di inidoneità e la graduatoria oggetto di gravame, quest’ultima – ovviamente – nei limiti dell’interesse del ricorrente, devono essere annullati.

 

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano nel dispositivo, con distrazione di esse – in adesione alla richiesta formulata nel corso della camera di consiglio, riportata a verbale – a favore degli avvocati di parte ricorrente, dichiaratisi antistatari.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso n. 12428/2017, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla i provvedimenti censurati ai sensi e nei limiti di cui in motivazione.

Condanna la parte resistente al pagamento delle spese di lite che, a mente del D.M. n. 55/2014, complessivamente quantifica in euro 1.500,00 ( millecinquecento), oltre IVA, CPA e spese generali, disponendone, altresì, la distrazione a favore degli avvocati di parte ricorrente, dichiaratisi antistatari.

 

Condanna, ancora, la parte resistente al pagamento del compenso per il verificatore nei termini da questi richiesti per complessivi euro 500,00, da versarsi sul Capitolo 3560/5, capo XIV, art 5 “Entrate eventuali e diverse del Ministero dell’Interno SOMME DA RIASSEGNARE ALLA SPESA IN BASE A SPECIFICHE DISPOSIZIONI –”. Tale importo dovrà essere corrisposto mediante bonifico bancario intestato a Tesoreria Provinciale dello Stato, Banca D’Italia di Roma, indicando il seguente codice IBAN: IT68N0100003245348014356002 con imputazione al Capitolo 3560/5, capo XIV, art 5 “Entrate eventuali e diverse del Ministero dell’Interno

– SOMME DA RIASSEGNARE ALLA SPESA IN BASE A SPECIFICHE DISPOSIZIONI”.

 

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art.22, comma 8, D.lgs. 196/2003, manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del presente provvedimento, all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute delle parti o di persone comunque ivi citate.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 13 giugno 2018 con l’intervento dei Magistrati:

Antonella Mangia, Presidente FF

Fabrizio D’Alessandri, Consigliere

Roberto Vitanza, Primo Referendario, Estensore

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
Roberto Vitanza Antonella Mangia

IL SEGRETARIO

In caso di diffusione omettere le generalità e gli altri dati identificativi dei soggetti interessati nei termini indicati.