Codice dell’Ordinamento Militare: artt. 101-200

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Art. 101  Organizzazione generale dell’Esercito italiano

1.  Per l’assolvimento dei compiti stabiliti dalla legge l’Esercito italiano è organizzato in comandi, enti e unità titolari di capacità operative, di supporto, logistiche, formative, addestrative, infrastrutturali e territoriali.

2.  Le funzioni, l’ordinamento, le sedi, le dipendenze e l’articolazione delle strutture ordinative di cui al comma 1, sono stabiliti con determinazione del Capo di Stato maggiore dell’Esercito.

 

Art. 102  Organizzazione operativa dell’Esercito italiano

1.  L’organizzazione operativa dell’Esercito italiano è posta alle dirette dipendenze del Capo di stato maggiore dell’Esercito.

2.  Le funzioni, l’ordinamento, le sedi, le dipendenze e le articolazioni di comandi, enti e strutture dell’organizzazione di cui al comma 1, sono definiti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Esercito.

 

Art. 103  Organizzazione territoriale dell’Esercito italiano

1.  L’attribuzione delle funzioni nei settori del reclutamento e delle forze di completamento, del demanio e delle servitù militari, della leva e del collocamento al lavoro dei militari volontari congedati è effettuata con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Esercito, con cui sono altresì individuati i Comandi, le unità e i reparti competenti per territorio o presidio.

2.  L’articolazione, le sedi, l’ordinamento e le competenze dei comandi, reparti e unità di cui al comma 1, sono stabiliti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Esercito.

3.  In ciascuna delle regioni amministrative tipiche di reclutamento, con priorità alle regioni amministrative dell’arco alpino, è assicurata, senza nuovi o maggiori oneri a carico dello Stato, la presenza di almeno un reparto alpino.

 

Art. 104  Organizzazione formativa e addestrativa dell’Esercito italiano

1.  L’organizzazione formativa e addestrativa dell’Esercito italiano fa capo al Comando per la formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito e comprende:

a)  i seguenti istituti di formazione:
1)  Comando per la formazione e Scuola di applicazione;
2)  Accademia militare;
3)  Scuola sottufficiali dell’Esercito;
4)  Scuola militare “Nunziatella”;
5)  Scuola militare “Teuliè”;
b)  la Scuola lingue estere dell’Esercito;
c)  il Centro di simulazione e validazione dell’Esercito;
d)  gli altri Enti di formazione e specializzazione individuati dagli ordinamenti di Forza armata.

2.  Le funzioni, l’ordinamento, le sedi, le dipendenze e l’articolazione del comando, degli istituti, delle scuole, dei centri e degli enti di cui al comma 1, nonché dei comandi, unità e reparti dipendenti, sono definiti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Esercito.

 

Art. 105  Organizzazione logistica dell’Esercito italiano

1.  L’organizzazione logistica dell’Esercito italiano fa capo al Comando logistico dell’Esercito da cui dipendono:

a)  i comandi trasporti e materiali, commissariato, sanità e veterinaria, e tecnico;
b)  i poli di mantenimento e di rifornimento;
c)  il Centro polifunzionale di sperimentazione;
d)  il Centro tecnico logistico interforze NBC;
e)  il Policlinico militare di Roma;
f)  il Centro militare di veterinaria.

2.  Le funzioni, l’ordinamento, le sedi, le dipendenze e l’articolazione del Comando di cui al comma 1, nonché dei comandi, unità e reparti dipendenti, sono definiti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Esercito.

 

Art. 106  Direzione di amministrazione dell’Esercito italiano

1.  La Direzione di amministrazione è posta alle dipendenze del Centro di responsabilità amministrativa dell’Esercito italiano, e svolge le competenze di cui all’ articolo 94, su tutti gli enti dell’Esercito italiano, anche mediante delega, secondo gli ordinamenti di Forza armata.

 

Art. 107  Organizzazione per le infrastrutture dell’Esercito italiano

1.  Le attribuzioni nei settori demaniale, infrastrutturale e del mantenimento del patrimonio immobiliare dell’Esercito italiano fanno capo al dipartimento delle infrastrutture presso lo Stato maggiore dell’Esercito che le espleta avvalendosi dei comandi e delle unità intermedie e periferiche dotate di adeguata struttura tecnica competente nelle specifiche materie.

2.  Le funzioni, l’ordinamento, le sedi, le dipendenze e l’articolazione del dipartimento di cui al comma 1, nonché dei comandi, unità e reparti dipendenti, sono definiti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Esercito.

 

Art. 108  Armi e Corpi dell’Esercito italiano

1.  L’Esercito italiano si compone di strutture organizzative a vari livelli ordinativi, cui sono conferite una o più funzioni operative, formative, addestrative, di sostegno logistico e di gestione amministrativa dello strumento militare terrestre.

2.  Il personale militare dell’Esercito italiano, adibito a una o più funzioni tecnico-operative o tecnico-logistiche, è assegnato ai fini dello stato giuridico e dell’impiego alle seguenti armi o corpi:

a)  Arma di fanteria;
b)  Arma di cavalleria;
c)  Arma di artiglieria;
d)  Arma del genio;
e)  Arma delle trasmissioni;
f)  Arma dei trasporti e materiali;
g)  Corpo degli ingegneri;
h)  Corpo sanitario;
i)  Corpo di commissariato.

3.  Nel regolamento sono stabilite le specialità delle Armi e dei Corpi.

 

Art. 109  Corpo degli ingegneri dell’Esercito italiano

1.  Il Corpo degli ingegneri dell’Esercito italiano:

a)  presiede agli studi scientifici e tecnici dei mezzi occorrenti all’Esercito italiano, nonché alla realizzazione e alla sperimentazione tecnica dei relativi prototipi;
b)  provvede all’elaborazione delle condizioni tecniche dei progetti di capitolati d’onere e all’elaborazione dei progetti di regolamentazione tecnica per la conservazione, la manutenzione, l’uso e la riparazione dei materiali dell’Esercito italiano;
c)  sovraintende al controllo della produzione e fissa le direttive tecniche per il collaudo dei materiali da approvvigionare;
c-bis)  svolge attività di progettazione, costruzione, manutenzione e collaudo di immobili e infrastrutture dell’Esercito .

 

Capo III

Marina militare

Sezione I

Disposizioni per la Marina militare

Art. 110  Istituzione e funzioni della Marina militare

1.  La Marina militare costituisce la componente operativa marittima della difesa militare dello Stato.

 

Art. 111  Competenze particolari della Marina militare

1.  Rientrano nelle competenze della Marina militare, secondo quanto previsto dalla legislazione vigente:

a)  la vigilanza a tutela degli interessi nazionali e delle vie di comunicazione marittime al di là del limite esterno del mare territoriale e l’esercizio delle funzioni di polizia dell’alto mare demandate alle navi da guerra negli spazi marittimi internazionali dagli articoli 200 e 1235, primo comma, numero 4, del codice della navigazione e dalla legge 2 dicembre 1994, n. 689, nonché di quelle relative alla salvaguardia dalle minacce agli spazi marittimi internazionali, ivi compreso il contrasto alla pirateria;
b)  il concorso ai fini di prevenzione e di contrasto del traffico dei migranti via mare, nelle acque internazionali, ai sensi dell’ articolo 12, comma 9-bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, oltre che nell’ambito della cooperazione operativa tra gli Stati membri dell’Unione Europea coordinata dall’Agenzia istituita con il regolamento UE n. 2007/2004 del 26 ottobre 2004, gestendo il necessario dispositivo di sorveglianza marittima integrata;
c)  il concorso al contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, ai sensi dell’ articolo 99 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309;
d)  il servizio di rifornimento idrico delle isole minori.

 

Art. 112  Organizzazione operativa della Marina militare

1.  Il Comando in capo della Squadra navale è il vertice dell’organizzazione operativa della Marina militare, dipende direttamente dal Capo di Stato maggiore della Marina militare ed è retto da un ammiraglio di squadra nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa, sentito il Capo di stato maggiore della difesa.

2.  Dal Comando di cui al comma 1 dipendono direttamente le unità navali, i comandi operativi che le raggruppano e i reparti delle forze operative, individuati con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare, che, con medesimo atto, ne determina anche l’articolazione, le sedi, l’ordinamento e le funzioni.

<<ABROGATO —- >> 3.  L’ulteriore articolazione, le sedi, l’ordinamento e le funzioni dei comandi di cui al presente articolo, sono individuati con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare.  << —- ABROGATO>>

 

Art. 113  Organizzazione logistica della Marina militare

1.  L’organizzazione logistica della Marina militare fa capo al Comando logistico della Marina militare e ai Reparti dello Stato maggiore della Marina titolari delle componenti specialistiche di Forza armata. Dal Comando logistico della Marina militare, che dipende direttamente dal Capo di stato maggiore, dipendono per le funzioni logistiche i Comandi marittimi di cui all’articolo 124.

2.  Fatte salve le prerogative e le attribuzioni delle componenti specialistiche di Forza armata, il Comando logistico della Marina militare assicura il supporto tecnico e logistico generale allo strumento marittimo, ai comandi, agli enti e al personale, nonché, quale organo direttivo centrale del Servizio dei fari e del segnalamento marittimo di cui all’ articolo 114, attraverso la dipendente Direzione dei fari e del segnalamento marittimo, svolge le funzioni previste nel capo IV, titolo III, libro primo del regolamento.

3.  Il Comando in capo della Squadra navale esercita funzioni logistiche di supporto diretto ai comandi dipendenti, ai fini dell’approntamento e del mantenimento in efficienza dello strumento operativo.

4.  L’Ispettorato di sanità della Marina militare, alle dipendenze del Capo di stato maggiore della Marina, esercita funzioni di indirizzo nell’ambito della logistica sanitaria.

5.  Le sedi, l’ordinamento e le funzioni dei comandi e degli enti dell’organizzazione logistica di cui al presente articolo, sono individuati con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare.

 

Art. 114  Servizio dei fari e del segnalamento marittimo della Marina militare

1.  Il servizio dei fari e del segnalamento marittimo gestisce la segnaletica marittima, fissa e galleggiante, dislocata lungo le coste continentali e insulari e nei porti di interesse nazionale previsti dalle vigenti disposizioni.

2.  Il servizio presiede al funzionamento degli ausili alla navigazione di cui all’articolo 169 del regolamento, con esclusione degli altri tipi di radioassistenze, dei sistemi di comunicazione marittima e degli impianti di controllo del traffico che la legislazione vigente assegna ad altri dicasteri o enti.

3.  Ferma la competenza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in ordine alla costruzione, modifica e manutenzione straordinaria dei manufatti e delle infrastrutture del servizio, il servizio dei fari e del segnalamento marittimo provvede, altresì:

a)  all’acquisizione, installazione e manutenzione degli impianti di segnalamento ottico acustico e radioelettrico;
b)  all’acquisizione e gestione dei mezzi navali e terrestri necessari all’espletamento del servizio;
c)  al minuto mantenimento e all’ordinaria manutenzione dei manufatti e delle infrastrutture del servizio.

4.  Il servizio dei fari e del segnalamento marittimo è articolato nei seguenti organi facenti parte dell’organizzazione periferica della Marina militare:

a)  ufficio tecnico dei fari e del segnalamento marittimo;
b)  comandi di zona dei fari;
c)  reggenze dei segnalamenti.

5.  Al servizio dei fari e del segnalamento marittimo sono assegnati:

a)  ufficiali, sottufficiali, graduati e militari di truppa della Marina militare nei contingenti determinati dal Capo di stato maggiore della Marina militare nell’ambito della propria competenza istituzionale;
b)  gli appartenenti a qualifiche del personale tecnico civile del servizio dei fari e del segnalamento marittimo del Ministero della difesa;
c)  gli appartenenti ad altre qualifiche del personale civile del Ministero della difesa previste dall’organico per l’assolvimento dei diversi compiti di istituto del predetto servizio.

6.  In aggiunta al personale di cui al comma 5, all’ispettorato è assegnato, per lo svolgimento di compiti attinenti al settore delle infrastrutture, un ufficiale superiore dell’Arma del genio dell’Esercito italiano compreso nel rispettivo ruolo organico.

7.  Il regolamento disciplina il funzionamento del servizio dei fari e del segnalamento marittimo.

 

Art. 115  Vigilanza in mare

1.  La Marina militare espleta:

a)  il servizio di vigilanza, ai sensi all’ articolo 2, lettera c), legge 31 dicembre 1982, n. 979, che in caso di necessità può integrare quello di vigilanza e di soccorso in mare svolto dal Corpo delle capitanerie di porto. Il servizio è svolto in base alle direttive emanate d’intesa fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro della difesa, sentite, se occorre, le altre amministrazioni interessate. La Marina militare provvede all’equipaggiamento e alla condotta dei mezzi;
b)  la sorveglianza per la prevenzione degli inquinamenti delle acque marine da idrocarburi e dalle altre sostanze nocive nell’ambiente marino e l’accertamento delle infrazioni alle relative norme, ai sensi degli articoli 23, legge 31 dicembre 1982, n. 979, e 12, decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 202.

2.  Le spese di gestione e manutenzione dei mezzi destinati al servizio di vigilanza di cui al comma 1, lettera a), conseguenti alla realizzazione del programma di costruzione e acquisto dei mezzi di cui all’articolo 6, legge 31 dicembre 1982, n. 979, sono a carico del Ministero della difesa.

3.  Ai comandanti delle unità di vigilanza di cui al comma 1, lettera a) del presente articolo, è riconosciuta la qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria ai sensi dell’articolo 57, comma 3, del codice di procedura penale.

 

Art. 116  Organizzazione formativa della Marina militare

1.  L’organizzazione formativa di Forza armata fa capo al Comando Scuole della Marina militare, da cui dipendono:

a)  l’Accademia navale;
b)  la Scuola navale militare “Francesco Morosini”;
c)  l’Istituto di Studi Militari Marittimi;
d)  le Scuole sottufficiali e volontari della Marina militare;
e)  il Centro di selezione della Marina militare.

2.  Le sedi, l’ordinamento e le funzioni dei comandi e degli enti di cui al comma 1, sono definiti con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina.

 

Art. 117  Servizio idrografico della Marina militare

1.  L’Istituto idrografico della Marina militare, posto alle dipendenze del Capo di stato maggiore della Marina militare, ha sede in Genova ed è retto da un ufficiale ammiraglio del Corpo di stato maggiore.

2.  Nel regolamento è disciplinato l’ordinamento dell’Istituto idrografico.

 

Art. 118  Corpi della Marina militare

1.  L’organizzazione della Marina militare è suddivisa in

a)  Corpo di stato maggiore;
b)  Corpo del genio della Marina;
c)  Corpo sanitario militare marittimo;
d)  Corpo di commissariato militare marittimo;
e)  Corpo delle capitanerie di porto;
f)  Corpo degli equipaggi militari marittimi.

2.  Il Corpo del genio della Marina è articolato nelle seguenti specialità:

a)  genio navale;
b)  armi navali;
c)  infrastrutture.

3.  Il Corpo delle capitanerie di porto è trattato nella sezione II del presente capo. Il Corpo degli equipaggi militari marittimi è costituito dai sottufficiali, graduati e militari di truppa della Marina militare, esclusi gli appartenenti al Corpo delle capitanerie di porto.

4.  Per gli ufficiali appartenenti ai corpi di cui al comma 1, possono essere utilizzate le seguenti denominazioni:

a)  per il Corpo di stato maggiore: ufficiali di vascello;
b)  per il Corpo del genio della Marina:
1)  per la specialità genio navale: ufficiali G.N.;
2)  per la specialità armi navali: ufficiali A.N.;
3)  per la specialità infrastrutture: ufficiali INFR.;
c)  per il Corpo sanitario militare marittimo: ufficiali di Sanità;
d)  per il Corpo di commissariato militare marittimo: ufficiali commissari;
e)  per il Corpo delle capitanerie di porto: ufficiali C.P.;
f)  per il Corpo degli equipaggi militari marittimi: ufficiali C.S.

 

Art. 119  Corpo di stato maggiore

1.  Rientra nelle competenze degli ufficiali del Corpo di stato maggiore:

a)  coprire le cariche prescritte dall’ordinamento del Ministero della difesa;
b)  armare, guidare, comandare, disarmare le navi dello Stato, e assumerne la responsabilità e la custodia nei porti militari e negli arsenali;
c)  comandare le forze navali comunque costituite;
d)  comandare i comandi marittimi, comandare i depositi e distaccamenti della Marina militare; comandare e dirigere gli istituti e le scuole della Marina militare; comandare le stazioni elicotteri/aeromobili e i gruppi di volo della Marina militare;
e)  dirigere a bordo ed eventualmente a terra i servizi delle artiglierie e delle armi subacquee e provvedere a bordo alle relative sistemazioni e al munizionamento in concorso con gli ufficiali del Corpo del genio della marina, specialità armi navali, e amministrare il relativo materiale; dirigere a bordo ed eventualmente a terra i reparti, le componenti, le sezioni elicotteri e aeree della Marina militare;
f)  dirigere a bordo e a terra i servizi delle comunicazioni;
g)  dirigere il servizio idrografico, quello dei fari e del segnalamento marittimo, e ogni altro servizio attinente alla nautica, e amministrarne il materiale;
h)  dirigere e compiere gli studi per la preparazione bellica delle forze marittime;
i)  eseguire le ispezioni generali e quelle sul funzionamento dei servizi di propria competenza;
l)  adempiere gli incarichi di addetti per la Marina militare all’estero;
<<ABROGATO —- >> m)  presiedere le giunte di ricezione e di verifica. << —- ABROGATO>>

 

Art. 120  Corpo del genio della Marina 

1.  Rientra nelle competenze del Corpo del genio della Marina, specialità genio navale:

a)  progettare le navi dello Stato in base ai programmi stabiliti dagli organi competenti , nonché, con il personale in possesso dei previsti titoli e requisiti professionali, progettare, seguire e controllare la costruzione dei materiali inerenti l’impiego degli aeromobili di cui agli articoli 126 e 127, inclusi i relativi allestimenti, armamenti, collaudi, servizi tecnici e interventi di mantenimento;
b)  seguire e controllare la costruzione o il raddobbo delle navi dello Stato, delle macchine, degli impianti e degli attrezzi relativi;
c)  coprire le cariche prescritte dall’ordinamento del Ministero della difesa, compresi gli incarichi di addetti aggiunti e assistenti per la Marina militare all’estero;
d)  imbarcare sulle navi per esercitare funzioni inerenti al proprio servizio per la direzione e l’esercizio degli apparati del sistema nave;
e)  dirigere gli arsenali e gli stabilimenti della Marina militare;
f)  vigilare i beni e servizi, ovvero materiali e lavori, di competenza che sono eseguiti dall’industria privata per conto della Marina militare;
g)  provvedere a ogni altro servizio tecnico relativo alle costruzioni navali;
h)  eseguire le ispezioni generali e quelle sul funzionamento dei servizi di propria competenza.

1-bis.  Rientra nelle competenze del Corpo del genio della Marina, specialità armi navali:

a)   progettare il sistema di combattimento delle navi dello Stato, studiare l’armamento delle navi di nuova costruzione e provvedere all’acquisto e alla sistemazione dei relativi impianti, in base ai programmi stabiliti dagli organi competenti; studiare e provvedere le nuove armi e i materiali d’armamento; provvedere a tutti i servizi del munizionamento e degli esplosivi, secondo quanto stabilito all’articolo 119; provvedere a ogni altro servizio tecnico relativo ai servizi di cui alla presente lettera;
b)   coprire le cariche prescritte dall’ordinamento del Ministero della difesa, compresi gli incarichi di addetti aggiunti e assistenti per la Marina militare all’estero;
c)   imbarcare sulle navi per esercitare funzioni inerenti al proprio servizio;
d)  dirigere i lavori di costruzione, di montamento, di riparazione e modifica del materiale di cui alla lettera a) nonché, con il personale in possesso dei previsti titoli e requisiti professionali, progettare, seguire e controllare la costruzione dei materiali inerenti all’impiego degli aeromobili di cui agli articoli 126 e 127, inclusi i relativi allestimenti, armamenti, collaudi, servizi tecnici e interventi di mantenimento;
e)  dirigere gli arsenali e gli stabilimenti della Marina militare per i servizi di cui alla lettera a);
f)  vigilare i beni e servizi, ovvero materiali e lavori, di competenza che sono eseguiti dall’industria privata per conto della Marina militare;
g)   eseguire le ispezioni generali e quelle sul funzionamento dei servizi di propria competenza.

1-ter.  Rientra nelle competenze del Corpo del genio della Marina, specialità infrastrutture:

a)  progettare gli immobili o le infrastrutture dello Stato in base ai programmi stabiliti dagli organi competenti ovvero secondo le disposizioni dello Stato maggiore della Marina;
b)   dirigere, seguire e controllare la costruzione o il mantenimento e il collaudo degli immobili e delle infrastrutture in base ai programmi stabiliti dagli organi competenti ovvero secondo le disposizioni dello Stato maggiore della Marina;
c)   coprire le cariche prescritte dall’ordinamento del Ministero della difesa, compresi gli incarichi di addetti aggiunti e assistenti per la Marina militare all’estero;
d)  dirigere le direzioni e sezioni del genio militare per la Marina militare ovvero le articolazioni del settore infrastrutture in ambito interforze;
e)  vigilare i beni e servizi, ovvero materiali e lavori, di competenza che sono eseguiti dall’industria privata per conto della Marina militare.
f)   eseguire le ispezioni generali e quelle sul funzionamento dei servizi di propria competenza.

 

Art. 121  Corpo delle armi navali

<<ABROGATO —- >> 1.  Rientra nelle competenze del Corpo delle armi navali:

a)  progettare il sistema di combattimento delle navi dello Stato, studiare l’armamento delle navi di nuova costruzione e provvedere all’acquisto e alla sistemazione dei relativi impianti, in base ai programmi stabiliti dagli organi competenti; studiare e provvedere le nuove armi e i materiali d’armamento; provvedere a tutti i servizi del munizionamento e degli esplosivi, secondo quanto stabilito all’ articolo 119; provvedere a ogni altro servizio tecnico relativo ai servizi di cui alla presente lettera;
b)  coprire le cariche prescritte dall’ordinamento del Ministero della difesa, compresi gli incarichi di addetti aggiunti e assistenti per la Marina militare all’estero;
c)  imbarcare sulle navi per esercitare funzioni inerenti al proprio servizio;
d)  dirigere i lavori di costruzione, di montamento, di riparazione e modifica del materiale di cui alla lettera a), nonché, con il personale in possesso dei previsti titoli e requisiti professionali, progettare, seguire e controllare la costruzione dei materiali inerenti l’impiego degli aeromobili di cui agli articoli 126 e 127, inclusi i relativi allestimenti, armamenti, collaudi, servizi tecnici e interventi di mantenimento;
e)  dirigere gli arsenali e gli stabilimenti della Marina militare per i servizi di cui alla lettera a);
f)  vigilare i beni e servizi, ovvero materiali e lavori, di competenza del corpo che sono eseguiti dall’industria privata per conto della Marina militare;
g)  eseguire le ispezioni generali e quelle sul funzionamento dei servizi di propria competenza.

<< —- ABROGATO>>

 

Art. 122  Corpo sanitario militare marittimo

1.  Rientra nelle competenze degli ufficiali medici del Corpo sanitario militare marittimo:

a)  il Servizio medico chirurgico occorrente alla Marina militare sia a terra sia a bordo;
b)  coprire le cariche previste dall’ordinamento del Ministero della difesa;
c)  l’amministrazione del materiale ospedaliero sia a terra sia a bordo;
d)  eseguire le visite mediche disciplinari e quelle medico-legali;
e)  eseguire le ispezioni di carattere tecnico-sanitario agli stabilimenti di cura alla Marina militare ed effettuare ogni altro Servizio sanitario per la Marina militare.

 

Art. 123  Corpo di commissariato militare marittimo

1.  Rientrano nelle competenze del Corpo di commissariato militare marittimo:

a)  la direzione della gestione amministrativa-logistica per quanto concerne:
1)  il vettovagliamento;
2)  il casermaggio, il vestiario e l’equipaggiamento;
3)  i combustibili e i lubrificanti;
4)  gli automezzi e gli altri materiali ordinari e speciali;
5)  il coordinamento e il controllo dell’attività di movimentazione e trasporto di uomini, mezzi e materiali;
6)  le attività di programmazione e contrattuali, mediante procedure accentrate o delegate o decentrate;
7)  attività di studio, ricerca, sviluppo ed elaborazione della normativa tecnica per gli approvvigionamenti;
8)  i collaudi, il controllo di qualità, la distribuzione, l’uso, la conservazione, la manutenzione, il recupero e la cessione di materiali;
b)  la gestione dei fondi necessari per il funzionamento degli enti, la predisposizione delle variazioni di bilancio e di cassa, la somministrazione dei fondi occorrenti e l’ordinazione delle conseguenti spese, l’assegnazione e variazione del fondo scorta per unità navali ed enti a terra;
c)  l’amministrazione e l’erogazione al personale militare e civile dei trattamenti economici previsti dalle disposizioni vigenti;
d)  il controllo interno di legittimità e di merito con funzioni anche ispettive, la valorizzazione e analisi delle rendicontazioni economico finanziarie;
e)  l’attività di consulenza giuridica nei settori:
1)  amministrativo;
2)  disciplinare;
3)  legale, sia a bordo sia a terra, e nell’ambito di operazioni fuori area relativamente all’applicazione del diritto internazionale;
4)  normativo, nella redazione degli atti di interesse della Forza armata;
f)  la gestione del contenzioso;
g)  la formazione e qualificazione del personale nell’ambito dei settori di competenza;
h)  l’assolvimento degli incarichi previsti dall’ordinamento del Ministero della difesa;
i)  l’assolvimento degli incarichi amministrativi e logistici previsti dal codice e dal regolamento, a bordo delle unità navali e presso gli enti a terra, nonché quelli previsti ai fini dell’avanzamento dal libro IV, titolo VII, capo VIII del presente codice.

 

Art. 124  Organizzazione territoriale periferica della Marina militare

1.  Hanno giurisdizione sul litorale dello Stato, per i servizi della Marina militare, i Comandi marittimi che dipendono, per le funzioni territoriali, dal Capo di stato maggiore della Marina.

2.  I Comandi marittimi della Marina militare adottano gli opportuni provvedimenti, ricorrendo anche, se necessario, all’impiego di personale militare all’uopo addestrato, in situazioni di necessità, se la interruzione o la sospensione del servizio di segnalamento di cui all’ articolo 114, può compromettere la sicurezza della navigazione, e deve, comunque, essere garantita la continuità dell’attività operativa.

3.  Le sedi, le aree di giurisdizione, l’ordinamento e le funzioni dei Comandi marittimi sono individuati con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare.

 

Art. 125  Aviazione antisommergibile della Marina militare

1.  L’Aviazione «antisommergibile» di cui all’ articolo 152 fa parte organicamente dell’Aeronautica militare, e dipende, per l’impiego, dalla Marina militare.

2.  I reparti dell’Aviazione «antisommergibile» sono costituiti:

a)  da personale dell’Aeronautica militare;
b)  da ufficiali della Marina militare in possesso del brevetto militare di pilota rilasciato dall’Aeronautica militare e abilitati al pilotaggio dei velivoli «antisommergibile» in dotazione ai reparti;
c)  da ufficiali della Marina militare in possesso del brevetto di osservatore dall’aeroplano;
d)  da personale del Corpo degli equipaggi militari marittimi delle categorie radaristi e radiotelegrafisti in possesso del brevetto di «specialista aeronautico» rilasciato dall’Aeronautica militare.

3.  Il numero dei piloti, degli osservatori e degli specialisti della Marina militare è stabilito con il decreto del Ministro della difesa.

4.  Il generale ispettore dell’aviazione per la Marina militare, di cui all’ articolo 141, e il personale dei reparti dell’Aviazione «antisommergibile» sono compresi negli organici delle rispettive Armi o Corpi.

5.  Agli ufficiali della Marina militare piloti e ai sottufficiali, graduati e comuni della Marina militare in possesso del brevetto di specialista aeronautico, in servizio presso i gruppi aerei «antisommergibile», sono estese le norme che regolano l’attività di volo del personale dell’Aeronautica militare.

 

Art. 126  Reparti elicotteri della Marina militare

1.  I reparti elicotteri, istituiti presso la Marina militare, integrano i servizi e l’efficacia dei relativi mezzi di impiego.

2.  I reparti elicotteri della Marina militare sono organicamente inseriti nei comandi e nelle unità individuati con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare.

 

Art. 127  Utilizzo da parte della Marina militare di aerei imbarcati

1.  Per integrare le capacità di difesa delle proprie unità navali, la Marina militare può utilizzare aerei imbarcati. Tali aerei, facenti organicamente parte della Marina militare, devono possedere le caratteristiche dell’impiego specialistico di Forza armata.

2.  Per l’acquisizione degli aerei e per la loro immatricolazione, nonché per il relativo supporto tecnico-logistico, la Marina militare si avvale delle competenti Direzioni generali del Ministero della difesa.

3.  Rimangono ferme le competenze dell’Aeronautica militare in materia di organizzazione, direzione, coordinamento e controllo di tutti i mezzi della difesa aerea nell’area di interesse nazionale, ivi compresi gli aerei imbarcati quando chiamati a concorrere alla difesa del territorio.

 

Art. 128  Attività di pilotaggio

1.  Il pilotaggio degli aerei imbarcati è affidato al personale della Marina militare che, compreso negli organici e nei contingenti dei rispettivi ruoli, è in possesso dei previsti brevetti e delle prescritte abilitazioni militari.

2.  I brevetti e le abilitazioni sono conferiti sulla base delle norme vigenti.

3.  Con determinazione del Capo di stato maggiore della difesa, sentiti i Capi di stato maggiore dell’Aeronautica militare e della Marina militare, al pilotaggio degli aerei imbarcati può essere destinato anche personale dell’Aeronautica militare.

 

Art. 129  Studi e approvvigionamento della Marina militare

1.  La Marina militare si avvale per gli studi, le sperimentazioni e i collaudi riguardanti gli aerei destinati all’imbarco, degli organismi tecnici dell’Aeronautica militare e delle competenti Direzioni generali del Ministero della difesa.

2.  La scelta dei mezzi aerei avviene in conformità alle procedure in vigore per l’approvvigionamento degli armamenti e dei materiali destinati alla Difesa.

3.  In allegato allo stato di previsione del Ministero della difesa è presentata annualmente una relazione sullo stato di attuazione degli studi e del programma di acquisizione, con la quantificazione delle relative incidenze finanziarie.

 

Art. 130  Istituto per le telecomunicazioni e l’elettronica della Marina militare «Giancarlo Vallauri»

1.  Alla direzione dell’Istituto per le telecomunicazioni e l’elettronica della Marina militare «Giancarlo Vallauri» è preposto un ufficiale di grado non inferiore a capitano di vascello del Corpo del genio della Marina, specialità armi navali. All’Istituto sono inoltre destinati ufficiali, sottufficiali, graduati, militari di truppa e dipendenti civili, secondo apposite tabelle stabilite dallo Stato maggiore della Marina militare. Il personale di cui al presente comma è compreso nei rispettivi organici.

2.  Sono compiti dell’Istituto:

a)  lo studio dei problemi scientifici e tecnici inerenti alle apparecchiature e ai sistemi che interessano la Marina militare nel campo delle telecomunicazioni e dell’elettronica, nonché la compilazione delle specifiche tecniche degli apparati e delle relative installazioni e la loro omologazione;
b)  la valutazione di studi e progetti di nuove apparecchiature e nuovi sistemi nel campo dell’elettronica ai fini del loro eventuale sviluppo, nonché il controllo, il collaudo e le prove dei prototipi e di particolari apparecchiature, sistemi e componenti elettronici ai fini della loro omologazione;
c)  l’esecuzione di studi, ricerche e sperimentazioni, anche in correlazione con altri enti delle Forze armate, istituti di ricerca e sviluppo nazionali e stranieri, nonché con le industrie, al fine di contribuire al progresso scientifico e tecnico nella realizzazione delle apparecchiature e dei sistemi che rientrano nel campo della propria attività;
d)  la comunicazione e le antenne; scoperta e contromisure; misura controllo strumenti.

4.  Per l’assolvimento di tali compiti, l’Istituto dispone di impianti a terra costituiti da laboratori, officine e magazzini.

 

Art. 131  Direzione di amministrazione della Marina militare

1.  La Direzione di amministrazione della Marina militare è posta alle dipendenze dell’Ufficio generale del Centro di responsabilità amministrativa della Marina militare.

2.  La Direzione di amministrazione di cui al comma 1, svolge le competenze di cui all’ articolo 94.

3.  Per l’assolvimento dei propri compiti e funzioni si avvale anche di una o più dipendenti sezioni, distaccate in altre sedi.

4.  I compiti e le funzioni delle sezioni sono definiti con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare, ai sensi dell’ articolo 94.

 

Sezione II

Corpo delle capitanerie di porto

Art. 132  Istituzione e funzioni militari del Corpo delle capitanerie di porto

1.  Il Corpo delle capitanerie di porto dipende dalla Marina militare, ai sensi dell’ articolo 118 ed esercita, in tale ambito, le seguenti competenze:

a)  concorre alla difesa marittima e costiera, ai servizi ausiliari e logistici della Forza armata, all’applicazione delle norme del diritto internazionale marittimo e all’esercizio della polizia militare;
b)  presiede i consigli di leva marittima e ne fa parte; adempie alle operazioni per la formazione del contingente di leva; arruola e avvia gli iscritti sotto le armi; tiene i ruoli e le matricole degli uomini in congedo illimitato; compie le operazioni inerenti alla mobilitazione della Forza armata;
c)  adempie ogni altra attività a supporto della Forza armata in coerenza con le disposizioni del presente codice e della normativa in esso richiamata.

2.  Il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera concorre, in particolare, nell’ambito della Forza armata, allo svolgimento delle seguenti attività:

a)  assicurare la difesa dello Stato mediante:
1)  la protezione delle unità navali e delle installazioni di interesse militare;
2)  il pattugliamento e la sorveglianza della fascia costiera;
3)  il supporto logistico alle forze navali nazionali e Nato nei sorgitori dove non è presente un’Autorità della Marina militare;
4)  l’esercizio della funzione di presidio militare su delega dei Comandi marittimi;
5)  la partecipazione di uomini e mezzi sia alle attività presso i centri di addestramento della Marina militare sia alle esercitazioni aeronavali;
6)  il supporto ai nuclei operatori subacquei, compatibilmente con le primarie esigenze di servizio;
b)  realizzare la pace e la sicurezza internazionale mediante:
1)  la partecipazione alle missioni di embargo disposte dagli organismi internazionali preposti, attraverso il controllo e le ispezioni di unità mercantili;
2)  la partecipazione al dispositivo navale di sorveglianza delle coste e delle acque interne di Paesi terzi a seguito di accordi internazionali;
3)  lo svolgimento di operazioni di interdizione di carattere internazionale e di peace building nel settore della riorganizzazione dei servizi portuali e dei trasporti marittimi;
4)  l’attività di formazione e di addestramento degli equipaggi appartenenti a marine estere;
c)  supportare l’organo cartografico di Stato (IIMM) per quanto concerne la documentazione nautica;
d)  svolgere i servizi militari attinenti al personale marittimo, alla difesa dei porti, delle installazioni militari e del naviglio mercantile indicati nel regolamento, nonché gli altri compiti assegnati alla Marina militare.

3.  Gli uffici periferici del Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera dipendono, quanto ai servizi attinenti alla Marina militare, dai Comandi marittimi competenti per territorio.

 

Art. 133  Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto

1.  Il Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto, è nominato tra gli ufficiali in servizio permanente effettivo appartenenti al Corpo delle capitanerie di porto con il grado di ammiraglio ispettore, con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa, sentito il Capo di stato maggiore della difesa, e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

2.  Al Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto, a decorrere dalla data di assunzione dell’incarico, è conferito il grado di ammiraglio ispettore capo in sovrannumero rispetto alle dotazioni organiche e, in deroga a quanto previsto dall’articolo 1078, senza determinare vacanza organica nel grado inferiore. Rimane in carica per almeno due anni e, ove raggiunto dal limite di età, è richiamato in servizio d’autorità fino al termine del mandato.

3.   Il Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto, nella qualità di Capo di corpo, dipende dal Capo di stato maggiore della Marina militare per gli aspetti tecnico-militari attinenti al Corpo.

 

Art. 134  Esercizio di funzioni dipendenti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

1.  Il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera:

a)  esercita le competenze relative alle materie del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per cui la legge e altre disposizioni normative prevedono la diretta attribuzione allo stesso;
b)  svolge, in regime di avvalimento, le attività a esso conferite nei settori riconducibili al competente Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

2.  Nell’ambito delle funzioni di cui al comma 1, il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera, attraverso le proprie articolazioni periferiche:

a)  svolge la funzione generale di Autorità marittima ai sensi del codice della navigazione;
b)  ferme restando le attribuzioni in materia di coordinamento generale dei servizi di soccorso marittimo, di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 28 settembre 1994, n. 662, è competente per l’esercizio delle funzioni di ricerca e salvataggio in mare, ai sensi degli articoli 69, 70 e 830 del codice della navigazione, di disciplina, monitoraggio e controllo del traffico navale, di sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo, nonché delle relative attività di vigilanza e controllo, ai sensi del codice della navigazione, della legge 28 dicembre 1989, n. 422 e delle altre leggi speciali.

3.  Il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera esercita ulteriori funzioni relativamente alle seguenti materie:

a)  comando dei porti ed esercizio delle funzioni di Autorità di sicurezza in materia di prevenzione da minacce, ai sensi del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 203;
b)  polizia nei porti e in corso di navigazione;
c)  sicurezza generale nei porti e nelle relative adiacenze, ai sensi dell’articolo 81 del codice della navigazione e, nei termini previsti dall’articolo 82 del predetto codice, sulle navi in porto e in corso di navigazione nel mare territoriale;
d)  polizia marittima;
e)  demanio marittimo ed esercizio dei relativi poteri di polizia amministrativa;
f)  personale marittimo;
g)  regime amministrativo della nave;
h)  diporto nautico;
i)  soccorso e polizia di sicurezza della navigazione nei laghi e nelle acque interne;
l)  autorità portuale nei porti in cui non è istituita un’Autorità portuale;
m)  servizi tecnico-nautici;
n)  sicurezza delle attività lavorative nei porti e a bordo di navi, ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, ed esercizio delle potestà organizzative e dei poteri di vigilanza in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro nell’ambito delle proprie strutture e dei propri mezzi operativi;
o)  attività ispettiva in funzione di Port State Control Flag State, rispettivamente ai sensi delle direttive 2009/16/CE2009/15/CE e 106/2001/CE e successive modifiche;
p)  indagini e inchieste sui sinistri marittimi al fine di individuarne cause, circostanze e responsabilità in linea con la previsione del codice della navigazione e del relativo regolamento di esecuzione, nonché ai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 28;
q)  responsabilità civile per i danni dovuti a inquinamenti da combustibile delle navi;
r)  altre materie previste dal codice della navigazione e dalle altre leggi speciali che demandano al Corpo specifiche funzioni.

 

Art. 135  Esercizio di funzioni dipendenti dal Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare

1.  Il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera dipende funzionalmente dal Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, ai sensi dell’ articolo 8 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e dell’ articolo 3 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, esercitando funzioni di vigilanza e controllo in materia di tutela dell’ambiente marino e costiero.

2.  In dipendenza delle attribuzioni di cui al comma 1, e fermo restando quanto previsto dall’ articolo 12 del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 202, il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera esercita, in particolare, le sottoelencate funzioni:

a)  nelle zone sottoposte alla giurisdizione nazionale svolge, in via prevalente, le attività di controllo relative all’esatta applicazione delle norme del diritto italiano, del diritto dell’Unione europea e dei trattati internazionali in vigore per l’Italia in materia di prevenzione e repressione di tutti i tipi di inquinamento marino, ivi compresi l’inquinamento da navi e da acque di zavorra, l’inquinamento da immersione di rifiuti, l’inquinamento da attività di esplorazione e di sfruttamento dei fondi marini e l’inquinamento di origine atmosferica, nonché in materia di protezione dei mammiferi e della biodiversità;
b)  nelle acque di giurisdizione e di interesse nazionale esercita, per fini di tutela ambientale e di sicurezza della navigazione, ai sensi della legge 7 marzo 2001, n. 51, il controllo del traffico marittimo;
c)  provvede, ai sensi degli articoli 135, 2° comma, e 195, 5° comma, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, alla sorveglianza e all’accertamento delle violazioni in materia di tutela delle acque dall’inquinamento e di gestione delle risorse idriche se dalle stesse possono derivare danni o situazioni di pericolo per l’ambiente marino e costiero, nonché alla sorveglianza e all’accertamento degli illeciti in violazione della normativa in materia di rifiuti e alla repressione dei traffici illeciti e degli smaltimenti illegali dei rifiuti;
d)  esercita, ai sensi dell’ articolo 19 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, la sorveglianza nelle aree marine protette e sulle aree di reperimento;
e)  ai sensi dell’ articolo 296, comma 9, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo, accerta le violazione e irroga le sanzioni di cui ai commi da 5 a 8 del predetto articolo;
f)  per le attività di cui agli articoli 11 e 12 della legge 31 dicembre 1982, n. 979, attraverso la sua organizzazione periferica a livello di compartimento marittimo, opera, ai sensi della legge 16 luglio 1998, n. 239, articolo 7, sulla base di direttive vincolanti, generali e specifiche, del Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare; in forza della medesima disposizione normativa per altri interventi e attività in materia di tutela e difesa del mare, il Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare può avvalersi anche del Corpo delle capitanerie di porto, sulla base di specifiche convenzioni.

 

Art. 136  Esercizio di funzioni dipendenti dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali

1.  Il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera dipende funzionalmente dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, ai sensi del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153, per l’esercizio delle funzioni delegate in materia di pesca marittima.

2.  In dipendenza delle attribuzioni di cui al comma 1, il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera esercita, in particolare, le sottoelencate funzioni:

a)  direzione, vigilanza e controllo sulla filiera della pesca, ai sensi dell’ articolo 21 della legge 14 luglio 1965, n. 963;
b)  attività amministrativa in materia di pesca marittima sulla base di direttive impartite dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, ai sensi dell’ articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153;
c)  in base a quanto disposto dall’ articolo 7, comma 2, del citato decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153, centro di controllo nazionale della pesca, sulla base degli indirizzi concertati con le Regioni e in aderenza ai principi generali di cui all’articolo 118 della Costituzione;
d)  vigilanza e controllo sull’esatto adempimento delle norme relative alle provvidenze in materia di pesca previste dalla normativa nazionale e comunitaria;
e)  verifica della corretta applicazione delle norme sul commercio di prodotti ittici e biologici marini;
f)  partecipazione, mediante personale specializzato, alle attività di verifica sull’esatto adempimento della normativa comunitaria in materia di pesca, in base alla pianificazione, e alle discendenti fasi operative, disposte dai competenti organi comunitari.

 

Art. 137  Esercizio di funzioni dipendenti da altri Ministeri

1.  Il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera svolge, nell’ambito delle attribuzioni di polizia giudiziaria previste dall’articolo 1235 del codice della navigazione e da altre leggi speciali, nonché ai sensi dell’articolo 57, comma 3, del codice di procedura penale, le sottoelencate funzioni, riconducibili nelle più generali competenze di altri ministeri:

a)  esercita l’attività di polizia stradale, ai sensi dell’ articolo 12, comma 3, lettera f), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285;
b)  presta, ai sensi dell’ articolo 11  della legge 24 febbraio 1992, n. 225, nell’ambito della struttura permanente presso il Dipartimento della protezione civile, la necessaria collaborazione operativa per la pianificazione e la gestione delle emergenze in mare;
c)  concorre nell’attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope, nei termini stabiliti dagli articoli 5 e 99 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309;
d)  concorre nell’attività di contrasto all’immigrazione illegale, ai sensi dell’ articolo 11, comma 1, lettera d), della legge 30 luglio 2002, n. 189;
e)  concorre alla vigilanza finalizzata all’individuazione e alla salvaguardia dei beni del patrimonio storico, artistico e archeologico, con particolare riguardo ai reperti archeologici sommersi;
f)  attua le competenze a esso demandate in materia di disciplina del collocamento della gente di mare.

 

Art. 138  Profili organizzativi e funzionali

1.  L’esercizio a livello centrale e periferico, da parte del Corpo delle capitanerie di porto, delle competenze di cui agli articoli 134135136 e 137, avviene mediante le proprie risorse umane e strumentali.

2.  Il Corpo delle capitanerie di porto è soggetto alle misure organizzative e funzionali adottate ai sensi dell’ articolo 26 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2009, n. 14, nel rispetto dei principi e criteri direttivi che vi sono enunciati.

 

Capo IV

Aeronautica militare

Art. 139  Istituzione e funzioni dell’Aeronautica militare

1.  L’Aeronautica militare, quale complesso delle forze militari aeree, delle basi aeree, delle scuole, dei servizi ed enti aeronautici, costituisce la componente operativa aerea della difesa militare dello Stato.

 

Art. 140  Ispettorato per la sicurezza del volo

1.  L’Ispettorato per la sicurezza del volo dipende direttamente dal Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare e coordina l’investigazione, al fine della prevenzione, sulle cause degli incidenti di volo degli aeromobili di cui all’articolo 748 del codice della navigazione.

2.  L’Ispettorato è articolato in uffici, le cui competenze sono stabilite con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare.

 

Art. 141  Ispettorato dell’Aviazione per la Marina militare

1.  L’ispettore dell’Aviazione per la Marina militare, ufficiale generale del ruolo naviganti normale dell’Aeronautica, sovrintende, per conto dello Stato maggiore dell’Aeronautica militare, alle attività tecniche e logistiche dei reparti di aviazione antisommergibile di cui all’ articolo 125 e del relativo addestramento tecnico professionale.

2.  Le attribuzioni dell’Ispettore dell’Aviazione per la Marina militare sono definite con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare, sentito il Capo di stato maggiore della Marina militare.

 

Art. 142  Comando della squadra aerea

1.  Il Comando della squadra aerea, retto da un generale di squadra aerea e posto alle dirette dipendenze del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare, esercita le attribuzioni in materia di addestramento, predisposizione e approntamento operativo dei reparti, affinché gli stessi acquisiscano e mantengano i previsti livelli di prontezza operativa.

1-bis.  Il Comandante della squadra aerea è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa, sentito il Capo di stato maggiore della difesa.

2.  L’articolazione del Comando, le sedi, l’ordinamento e le funzioni delle unità e dei reparti dipendenti sono stabiliti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare.

 

Art. 143  Comando e controllo operativo delle Forze aeree

1.  Il Comando della squadra aerea esercita, altresì, le funzioni di comando e controllo connesse con le operazioni o esercitazioni aeree d’interesse della Forza armata; il relativo Comandante espleta la funzione di Comandante operativo delle Forze aeree e designa, quando previsto, il Comandante operativo delle Forze aeree interalleate.

2.  Il Comando della squadra aerea si integra con il relativo comando interalleato.

 

Art. 144  Articolazione territoriale dell’Aeronautica militare

1.  Sono posti alle dipendenze del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare i comandi di regione aerea, retti da ufficiali generali; il Capo di stato maggiore ne disciplina le funzioni territoriali e i compiti di collegamento con gli enti e le amministrazioni locali.

2.  L’articolazione dei comandi, le sedi, l’ordinamento e le funzioni delle unità e dei reparti dipendenti, sono stabiliti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare.

 

Art. 145  Comando logistico dell’Aeronautica militare

1.  Il Comando logistico, posto alle dirette dipendenze del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare, costituisce il vertice della struttura tecnica, logistica e amministrativa della Forza armata, e garantisce il supporto necessario a consentire la massima operatività della stessa.

2.  L’articolazione e i compiti del Comando, le sedi, l’ordinamento e le funzioni degli enti dipendenti, sono stabiliti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare.

 

Art. 146  Comando delle scuole dell’Aeronautica militare

1.  Il Comando delle scuole dell’Aeronautica militare, retto da un generale di squadra e posto alle dipendenze del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare, esercita le attribuzioni in materia di reclutamento, selezione, formazione, qualificazione specialistica basica del personale dell’Aeronautica militare appartenente a tutte le categorie, nonché l’addestramento iniziale al volo del personale navigante anche di altre Forze armate o di polizia, finalizzato al conseguimento del brevetto di pilota o navigatore militare.

2.  Dal Comando delle scuole dipendono:

a)  l’Istituto di scienze militari aeronautiche;
b)  l’Accademia aeronautica;
c)  la Scuola marescialli dell’Aeronautica militare;
d)  la Scuola specialisti dell’Aeronautica militare;
e)  la Scuola volontari dell’Aeronautica militare;
f)  la Scuola militare aeronautica «Giulio Douhet».

3.  Le sedi, l’ordinamento e le funzioni dei comandi e degli enti di cui al comma 1, sono definiti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica.

 

Art. 147  Ruoli e Corpi dell’Aeronautica militare

1.  L’Aeronautica militare si compone dei seguenti elementi:

a)  Arma aeronautica, articolata in ruoli, naviganti e armi, e specialità;
b)  Corpo del genio aeronautico;
c)  Corpo di commissariato aeronautico;
d)  Corpo sanitario aeronautico.

2.  Gli articoli 148149 e 150 stabiliscono, rispettivamente, la ripartizione e le attribuzioni degli elementi di cui al comma 1, lettere b), c) e d).

 

Art. 148  Corpo del genio aeronautico

1.  Il Corpo del genio aeronautico è costituito dagli ufficiali del genio aeronautico ed esercita funzioni tecniche inerenti:

a)  alla progettazione, alla costruzione, all’allestimento e all’armamento dei materiali aeronautici di qualsiasi specie, compresi gli immobili dell’Aeronautica militare;
b)  al collaudo e alla manutenzione del materiale aeronautico e degli stessi immobili dell’Aeronautica militare;
c)  disimpegna ogni altro servizio tecnico inerente all’impiego degli aeromobili militari ed esercita vigilanza tecnica sul materiale aeronautico dell’aviazione civile.

2.  Il genio aeronautico presiede al funzionamento tecnico e amministrativo:

a)  delle direzioni delle costruzioni aeronautiche e dei dipendenti uffici distaccati di sorveglianza;
b)  delle direzioni del demanio aeronautico dei comandi di zona aerea e dei comandi dell’Aeronautica militare;
c)  di impianti sperimentali e stabilimenti vari.

 

Art. 149  Corpo di commissariato aeronautico

1.  Il Corpo di commissariato aeronautico:

a)  esercita funzioni direttive, ispettive, logistiche, tecniche, amministrative e contabili per i servizi del contante, del vettovagliamento, del vestiario ed equipaggiamento, del casermaggio nonché degli altri materiali ordinari;
b)  svolge attività di studio, ricerca e sviluppo tecnico nei settori di specifico interesse e assolve funzioni in materia giuridica, economica e finanziaria; ricopre incarichi previsti dagli ordinamenti.

2.  Il Corpo di commissariato aeronautico presiede al funzionamento tecnico e amministrativo:

a)  delle direzioni di commissariato aeronautico, dei comandi di zona aerea e dei comandi dell’Aeronautica militare;
b)  di magazzini e stabilimenti vari.

 

Art. 150  Corpo sanitario aeronautico

1.  Il Corpo sanitario aeronautico, costituito dagli ufficiali medici dell’Aeronautica, esercita funzioni direttive e tecnico-professionali intese:

a)  ad accertare la idoneità psico-fisica, attraverso servizi generali e speciali, del personale dell’Aeronautica militare, l’idoneità al volo e ai servizi di navigazione aerea del personale militare e di altre pubbliche amministrazioni, nonché l’idoneità psico-fisica e la persistenza di tale idoneità degli aspiranti al conseguimento di licenze e attestati aeronautici;
b)  a curare l’integrità fisica e tutelare l’igiene del personale dell’Aeronautica militare, provvedendo, a tali fini, all’allestimento e ai rifornimenti dei servizi e dei materiali occorrenti;
c)  allo svolgimento delle pratiche medico-legali interessanti il personale dell’Aeronautica militare.

2.  Il Corpo sanitario aeronautico presiede al funzionamento tecnico e amministrativo:

a)  degli istituti di medicina aerospaziale dell’Aeronautica militare;
b)  dei servizi sanitari ordinativamente costituiti;
c)  di magazzini e stabilimenti vari.

3.  Per le infermità di carattere generale, si provvede altresì al servizio sanitario dell’Aeronautica militare, con gli stabilimenti sanitari dell’Esercito italiano e della Marina militare, previ accordi con gli stati maggiori interessati.

 

Art. 151  Unità e comandi di volo dell’Aeronautica militare

1.  I reparti di volo si distinguono, secondo il livello ordinativo, in:

a)  squadriglia, unità organica fondamentale;
b)  gruppo;
c)  stormo;
d)  brigata aerea;
e)  divisione aerea;
f)  squadra aerea.

2.  La squadra, la divisione e la brigata costituiscono le grandi unità aeree.

3.  Le sedi, l’ordinamento e le funzioni delle unità e dei reparti di cui al comma 1 sono stabiliti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare.

 

Art. 152  Aviazione antisommergibile dell’Aeronautica militare

1.  L’aviazione antisommergibile è costituita dal complesso degli aerei e degli equipaggi, dei mezzi e del personale tecnico a terra, specificamente destinati a condurre azioni aeree nella lotta contro i sommergibili.

2.  I comandanti dei gruppi e delle squadriglie «antisommergibile» sono ufficiali dei ruoli naviganti dell’Arma aeronautica. Il pilotaggio di ciascun aereo è affidato a ufficiali dei ruoli naviganti dell’Arma aeronautica e a ufficiali di Marina piloti; le funzioni di primo pilota e il comando dell’aereo sono affidati al più elevato in grado o più anziano di detti ufficiali.

 

Art. 153  Reparti elicotteri delle altre Forze armate

1.  L’Aeronautica militare provvede, anche nel campo degli elicotteri, al controllo della circolazione aerea e alla determinazione delle procedure e norme inerenti a tale circolazione, nonché all’organizzazione, funzionamento ed esercizio del soccorso aereo e del trasporto aereo, salva la facoltà da parte delle altre Forze armate di utilizzare gli elicotteri di cui dispongono per esigenze contingenti di soccorso e di trasporto riguardanti le proprie unità.

2.  All’Aeronautica militare competono, inoltre:

a)  la direzione e il coordinamento dell’impiego degli elicotteri in quelle attività militari che comportino il concorso di elicotteri di più Forze armate;
b)  il rilascio dei brevetti militari di pilota o pilota osservatore di elicottero e di specialista di elicottero o delle abilitazioni all’esercizio del volo sui vari tipi di elicotteri, nonché, ricorrendone le circostanze, il ritiro dei brevetti o la sospensione temporanea dall’attività di volo dei titolari degli stessi.

 

Art. 154  Direzione di amministrazione dell’Aeronautica militare

1.  La Direzione di amministrazione è posta alle dipendenze dell’Ufficio generale centro di responsabilità amministrativa dell’Aeronautica militare e assolve i seguenti compiti:

a)  assicura il finanziamento degli enti attraverso la disponibilità dei fondi accreditati dall’amministrazione centrale sulle apposite contabilità speciali e la resa dei relativi conti;
b)  svolge le funzioni di natura giuridico amministrativa devolute in relazione all’ordinamento di Forza armata;
c)  esercita l’azione di controllo amministrativo nei confronti degli enti sia in sede ispettiva sia in sede di revisione degli atti di gestione anche per conto dell’Ufficio centrale del bilancio presso il Ministero della difesa.

 

Capo V

Arma dei carabinieri

Sezione I

Compiti e attribuzioni

Art. 155  Istituzione e funzioni dell’Arma dei carabinieri

1.  L’Arma dei carabinieri ha collocazione autonoma nell’ambito del Ministero della difesa, con rango di Forza armata ed è forza militare di polizia a competenza generale e in servizio permanente di pubblica sicurezza, con le speciali prerogative conferite dalla normativa vigente. Ai sensi dell’articolo 3 della legge 14 maggio 2010, n. 84, è la Forza di polizia italiana a statuto militare per la Forza di gendarmeria europea (EUROGENDFOR).

 

Art. 156  Compiti militari dell’Arma dei carabinieri

1.  L’Arma dei carabinieri, sulla base delle direttive del Capo di stato maggiore della difesa:

a)  concorre all’attuazione delle predisposizioni di mobilitazione delle Forze armate di cui all’ articolo 88;
b)  concorre alla difesa integrata del territorio nazionale; il concorso è definito dai Capi di stato maggiore di Forza Armata, responsabili dell’approntamento e dell’impiego dei rispettivi dispositivi di difesa, in accordo con il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri;
c)  partecipa alle operazioni militari all’estero.

2.  Nell’ambito delle operazioni di cui al comma 1, lettera c), l’Arma dei carabinieri:

a)  partecipa anche a operazioni per il mantenimento e il ristabilimento della pace e della sicurezza internazionale, al fine, in particolare, di realizzare condizioni di sicurezza e ordinata convivenza nelle aree d’intervento;
b)  concorre ad assicurare il contributo nazionale alle attività promosse dalla comunità internazionale o derivanti da accordi internazionali, volte alla ricostituzione e al ripristino dell’operatività dei corpi di polizia locali nelle aree di presenza delle Forze armate, assolvendo compiti di addestramento, consulenza, assistenza e osservazione.

3.  I compiti connessi con la partecipazione alle operazioni militari e le esigenze di carattere militare, di cui al presente articolo, sono assolti sulla base delle direttive e dei rapporti di dipendenza operativi stabiliti dal Capo di stato maggiore della difesa e limitatamente al concorso alla difesa integrata del territorio.

4.  Nell’ambito dei compiti militari, l’Arma dei carabinieri:

a)  concorre alla tutela del bene della collettività nazionale in casi di pubbliche calamità;
b)  fornisce all’autorità individuata dal Presidente del Consiglio dei ministri, nell’esercizio delle funzioni di cui all’ articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 124, elementi informativi necessari per il rilascio delle abilitazioni di sicurezza agli appartenenti alle Forze armate, al personale civile dell’Amministrazione della difesa, nonché alle persone fisiche e giuridiche per lo svolgimento di attività produttive attinenti alla sicurezza militare dello Stato.

 

Art. 157  Funzioni di polizia giudiziaria militare dell’Arma dei carabinieri

1.  L’Arma dei carabinieri esercita le funzioni di polizia giudiziaria militare, secondo quanto stabilito dall’ articolo 91, ferme restando le attribuzioni e le qualifiche dei Comandanti di corpo, di distaccamento o di posto delle varie Forze armate.

 

Art. 158  Sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari e degli uffici degli addetti militari all’estero

1.  L’Arma dei carabinieri assicura i servizi di sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari, nonché degli uffici degli addetti militari all’estero.

2.  Concorre, inoltre, ad affrontare particolari situazioni di emergenza o di crisi, locali o internazionali, che dovessero mettere in pericolo la sicurezza delle suddette rappresentanze, assicurando la disponibilità di personale appartenente a reparti speciali.

3.  L’impiego del personale di cui al comma 2 è disposto sulla base delle direttive del Capo di stato maggiore della difesa.

 

Art. 159  Compiti d’istituto dell’Arma dei carabinieri

1.  L’Arma dei carabinieri, quale Forza militare di polizia ai sensi dell’ articolo 155:

a)  assicura il mantenimento dell’ordine pubblico, della sicurezza dei cittadini, della loro incolumità e della tutela della proprietà, ai sensi della legislazione vigente;
b)  svolge le funzioni di struttura operativa del servizio nazionale di protezione civile, ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
c)  espleta gli altri compiti previsti dalla normativa vigente.

 

Art. 160  Speciali compiti dell’Arma dei carabinieri

1.  L’Arma dei carabinieri provvede, altresì:

a)  ai servizi presso la Presidenza della Repubblica;
b)  alle scorte d’onore;
c)  ai servizi presso gli uffici giudiziari.

 

Art. 161  Funzioni di polizia giudiziaria e sicurezza pubblica dell’Arma dei carabinieri

1.  L’Arma dei carabinieri esercita, ai sensi della normativa vigente:

a)  funzioni di polizia giudiziaria;
b)  funzioni di sicurezza pubblica.

 

Sezione II

Ordinamento

Art. 162  Dipendenze dell’Arma dei carabinieri

1.  L’Arma dei carabinieri dipende:

a)  tramite il Comandante generale, dal Capo di stato maggiore della difesa per quanto attiene ai compiti militari;
b)  funzionalmente dal Ministro dell’interno, per quanto attiene ai compiti di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

2.  Per gli aspetti tecnico-amministrativi, l’Arma dei carabinieri fa capo:

a)  al Ministero della difesa per quanto concerne il personale, l’amministrazione e le attività logistiche;
b)  al Ministero dell’interno per l’accasermamento e il casermaggio connessi con l’assolvimento dei compiti indicati al comma 1, lettera b), nonché per l’utilizzazione delle risorse finanziarie finalizzate al potenziamento delle Forze di polizia.

3.  I reparti dell’Arma costituiti nell’ambito di dicasteri, organi o autorità nazionali per l’assolvimento di compiti specifici dipendono funzionalmente dai titolari dei dicasteri, organi e autorità, fermo restando quanto previsto dal comma 2-bis dell’articolo 174-bis. I reparti e gli uffici dell’Arma costituiti nell’ambito interforze, dei comandi e degli organismi alleati in Italia e all’estero ovvero delle Forze armate, dipendono, tramite i relativi comandanti, rispettivamente dal Capo di stato maggiore della difesa e dai Capi di stato maggiore di Forza armata.

 

Art. 163  Comandante generale dell’Arma dei carabinieri

1.  Il Comandante generale è componente, oltre che degli organismi collegiali previsti dal codice e dal regolamento:

a)  del Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica, ai sensi dell’ articolo 18 della legge 1° aprile 1981, n. 121;
b)  del Consiglio generale per la lotta alla criminalità organizzata, ai sensi dell’ articolo 1 del decreto-legge 29 ottobre 1991, n. 345, convertito, con modificazioni, dall’ articolo 1 della legge 30 dicembre 1991, n. 410.

 

Art. 164  Attribuzioni del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri in campo operativo, addestrativo e tecnico logistico

1.  Il Comandante generale è organo centrale di sicurezza dell’Arma dei carabinieri e sulla base delle direttive del Capo di stato maggiore della difesa:

a)  individua i reparti e il personale da impiegare per l’assolvimento dei compiti connessi con le funzioni di polizia militare e la partecipazione a operazioni militari in Italia e all’estero, e ne assicura la disponibilità, nonché l’autonomia logistica, fermo restando l’assolvimento degli altri compiti istituzionali previsti dal codice, ed è responsabile del relativo addestramento e approntamento;
b)  formula le proposte di competenza per la pianificazione operativa;
c)  determina, relativamente all’Arma dei carabinieri, le modalità attuative della mobilitazione e l’entità delle relative scorte;
d)  concorda con la Direzione generale competente la designazione del personale civile, ferme restando le attribuzioni del Segretario generale della difesa;
e)  assicura, per l’esecuzione di operazioni ed esercitazioni, nazionali e multinazionali, la disponibilità quantitativa e qualitativa delle forze stabilite dal Capo di stato maggiore della difesa, individuando i relativi reparti; in tale quadro, definisce l’attività addestrativa ed esercita, anche avvalendosi dei comandi dipendenti, le funzioni, se delegate, di comando operativo per le operazioni e le esercitazioni dell’Arma dei carabinieri;
f)  è responsabile dell’organizzazione e dell’approntamento delle unità e dei reparti dell’Arma anche per l’assolvimento degli impegni derivanti da accordi e trattati internazionali;
g)  dispone il concorso dell’Arma dei carabinieri alla difesa integrata del territorio nazionale;
h)  promuove lo svolgimento di percorsi di formazione presso altre scuole delle amministrazioni statali, nonché presso soggetti pubblici e privati, e di periodi di studio presso amministrazioni e istituzioni dei Paesi dell’Unione europea e organizzazioni internazionali.

2.  Il Comandante generale:

a)  fermo restando quanto disposto dall’articolo 177, determina l’ordinamento, le circoscrizioni territoriali, gli organici e le modalità di funzionamento dei comandi, reparti, unità, istituti ed enti vari, emanando le relative disposizioni nei settori di attività tecnico-operativa;
b)  determina l’istituzione o la soppressione di posti fissi o stazioni temporanee;
c)  approva i programmi e impartisce le disposizioni riguardanti l’addestramento e il perfezionamento della preparazione professionale del personale dell’Arma;
d)  approva le pubblicazioni dell’Arma dei carabinieri.

3.  Il Comandante generale, nel settore tecnico-logistico:

a)  determina le politiche di impiego, di gestione e di mantenimento del parco, le dotazioni e le scorte, la regolamentazione tecnica;
b)  sentito, su iniziativa del Capo di stato maggiore della difesa, il Comitato dei Capi di stato maggiore delle Forze armate, determina:
1)  le linee di pianificazione e programmazione tecnica;
2)  i programmi, le ricerche, gli studi e le sperimentazioni;
3)  l’adozione di nuovi materiali specifici per le esigenze dell’Arma.

4.  Allo scopo di assicurare efficienza, economicità, speditezza e rispondenza al pubblico interesse delle attività istituzionali dell’Arma dei carabinieri, il Comandante generale adotta misure di razionalizzazione dell’organizzazione, della gestione e del funzionamento del sostegno tecnico, logistico e amministrativo tese al recupero di personale da destinare al servizio d’istituto e al miglioramento del supporto dei reparti, prevedendo anche l’affidamento di servizi a terzi, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio.

5.  Al fine di pervenire all’attuazione dei necessari adeguamenti delle procedure tecniche, logistiche e amministrative in relazione alle specifiche esigenze dell’Arma dei carabinieri, il Ministro della difesa stabilisce con proprio decreto i settori nei quali il Comandante generale, d’intesa con il Segretariato generale della difesa, è autorizzato a procedere alla revisione delle relative discipline di carattere amministrativo.

 

Art. 165  Attribuzioni del Comandante generale in materia di reclutamento, stato, avanzamento e impiego

1.  Il Comandante generale, ferme le altre competenze e attribuzioni in materia di impiego, reclutamento, stato, avanzamento e disciplina del personale, previste dal codice, propone al Capo di stato maggiore della difesa le destinazioni dei generali di corpo d’armata e, per le esigenze in ambito Difesa:

a)  i generali di grado non inferiore a generale di divisione da destinare agli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale generale, fermo restando quanto previsto dall’articolo 89 del regolamento;
b)  gli ufficiali da destinare all’impiego in ambito internazionale, in incarichi interforze e in altri dicasteri.

2.  Il Comandante generale determina le destinazioni degli ufficiali dipendenti, previo nulla osta del Ministro dell’interno per quelli trasferiti da o per l’organizzazione territoriale e gli organismi interforze di polizia, dandone preventiva comunicazione al Capo di stato maggiore della difesa per i generali di divisione e di brigata.

3.  Il Comandante generale è presidente della commissione superiore e vice presidente della commissione di vertice per l’avanzamento degli ufficiali dei carabinieri, indica al Capo di stato maggiore della difesa gli ufficiali generali da proporre al Ministro della difesa quali componenti delle commissioni di vertice e superiore d’avanzamento, e propone al Ministro della difesa gli ufficiali da designare quali componenti della commissione ordinaria d’avanzamento.

4.  Il Comandante generale esprime in maniera motivata il parere sulla concessione delle ricompense al valore e al merito dell’Arma dei carabinieri.

5.  Il Comandante generale può ordinare direttamente l’inchiesta formale nei confronti del personale dipendente e designa i componenti della commissione di disciplina per il personale nei cui confronti ha ordinato l’inchiesta formale.

 

Art. 166  Attribuzioni del Comandante generale in campo finanziario e amministrativo

1.  Il Comandante generale svolge le funzioni di capo ente programmatore, di direttore generale titolare di centro di responsabilità amministrativa e, ai fini del decentramento amministrativo, di comandante militare territoriale sull’intero territorio nazionale.

2.  Il Comandante generale propone, quale capo di ente programmatore, al Capo di stato maggiore della difesa, l’allocazione degli stanziamenti sui capitoli di bilancio dell’Arma dei carabinieri e ne detiene l’impiego operativo.

3.  Il Comandante generale provvede, quale direttore generale titolare di centro di responsabilità amministrativa, nell’ambito delle risorse assegnate dal Ministro della difesa, all’amministrazione dei capitoli di bilancio dell’Arma dei carabinieri, esercitando i poteri di spesa e le connesse funzioni in materia contrattuale e di gestione amministrativo-contabile, e definendo i limiti di valore delle spese che gli ufficiali di livello dirigenziale sottordinati possono impegnare.

4.  Il Comandante generale si avvale, quale comandante militare territoriale per gli enti dipendenti dal Comando generale, della direzione di amministrazione di cui all’ articolo 171.

 

Art. 167  Attribuzioni del Comandante generale in campo internazionale

1.  Il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri provvede, su delega del Capo di stato maggiore della difesa e in conformità agli indirizzi del Ministro della difesa, informandone, salvo il caso in cui si tratti di materie esclusivamente militari, previamente il Ministro dell’interno, alla predisposizione e alla gestione dei protocolli di intesa e degli accordi tecnici internazionali finalizzati allo scambio di esperienze con paritetici organismi esteri, nei settori organizzativo, addestrativo, tecnico-scientifico e logistico di specifico interesse dell’Arma dei carabinieri.

 

Art. 168  Attribuzioni del Vice comandante generale

1.  Il Vice comandante generale è il generale di corpo d’armata in servizio permanente effettivo più anziano in ruolo ed è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa. Il decreto di nomina è predisposto dal Comandante generale e trasmesso dal Capo di stato maggiore della difesa.

2.  Rimane in carica con mandato della durata massima di un anno, salvo che nel frattempo non deve cessare dal servizio permanente effettivo per limiti di età o per altra causa; è gerarchicamente preminente rispetto agli altri generali di corpo d’armata dell’Arma dei carabinieri.

3.  Il Ministro della difesa ha facoltà di escludere il generale di corpo d’armata più anziano e proporre la nomina di quello che lo segue in ordine di anzianità.

4.  Il Vice comandante generale esercita le funzioni vicarie in caso di assenza o di impedimento del Comandante generale e lo coadiuva, assolvendo le funzioni e i compiti delegati; presiede la commissione ordinaria di avanzamento degli ufficiali dei carabinieri e su delega del Comandante generale effettua ispezioni agli Alti Comandi dell’Arma.

 

Art. 169  Articolazione dell’Arma dei carabinieri

1.  La struttura organizzativa dell’Arma dei carabinieri è articolata in:

a)  Comando generale;
b)  organizzazione addestrativa;
c)  organizzazione territoriale;
c-bis)  organizzazione per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare;
d)  organizzazione mobile e speciale;
e)  reparti per esigenze specifiche.

 

Art. 170  Comando generale dell’Arma dei carabinieri

1.  Il Comando generale è la struttura mediante la quale il Comandante generale dirige, coordina e controlla le attività dell’Arma. In particolare:

a)  assicura l’analisi dei fenomeni criminosi e il raccordo delle attività operative condotte dai reparti dell’Arma;
b)  mantiene, per tutto ciò che non attiene ai compiti militari, i rapporti con i ministeri e con gli altri organi centrali della pubblica amministrazione nonché, nei casi previsti dalle norme in vigore, con gli organismi internazionali, fermi restando i rapporti di dipendenza funzionale dal Ministro dell’interno.

2.  Il Comando generale è costituito dallo Stato maggiore, direzioni, reparti e uffici, disciplinati con determinazione del Comandante generale.

 

Art. 171  Direzione di amministrazione dell’Arma dei carabinieri

1.  La Direzione di amministrazione è posta alle dipendenze del Comando generale dell’Arma dei carabinieri e ha competenza territoriale nazionale per gli enti dipendenti dal medesimo Comando generale.

 

Art. 172  Organizzazione addestrativa dell’Arma dei carabinieri

1.  L’organizzazione addestrativa provvede, secondo gli obiettivi definiti dal Comando generale, alla formazione, all’aggiornamento e alla specializzazione del personale dell’Arma dei carabinieri. Essa comprende:

a)  il Comando delle scuole dell’Arma dei carabinieri, retto da generale di corpo d’armata che assicura univocità di indirizzo addestrativo e didattico, persegue l’elevazione del livello professionale del personale ed esercita il comando sugli istituti d’istruzione dell’Arma dei carabinieri;
b)  l’Accademia dell’Arma dei carabinieri;
c)  la Scuola ufficiali;
d)  la Scuola marescialli;
e)  la Scuola brigadieri;
f)  le scuole carabinieri;
g)  istituti e centri di perfezionamento e specializzazione.

 

Art. 173  Organizzazione territoriale dell’Arma dei carabinieri

1.  L’organizzazione territoriale, componente fondamentale dell’Arma, comprende:

a)  Comandi interregionali, retti da generale di corpo d’armata, che esercitano funzioni di alta direzione, di coordinamento e di controllo nei confronti dei comandi legionali, nonché assicurano la gestione della disciplina e l’attività ispettiva tecnico-logistica;
b)  Comandi legionali, con competenza sul territorio di una o più regioni amministrative, retti da generale di divisione o di brigata, cui risale la responsabilità della gestione del personale e competono le funzioni di direzione, di coordinamento e di controllo delle attività dei comandi provinciali, nonché assicurano attraverso i propri organi, il sostegno tecnico, logistico e amministrativo di tutti i reparti dell’Arma dislocati nell’area di competenza, anche se appartenenti ad altre organizzazioni;
c)  Comandi provinciali, retti da generale di brigata o da colonnello, cui sono attribuite, le funzioni di direzione, di coordinamento e di controllo dei reparti dipendenti, e la responsabilità dell’analisi e del raccordo delle attività operative e di contrasto della criminalità condotte nella provincia anche da reparti di altre organizzazioni dell’Arma;
d)  Comandi a livello infraprovinciale, retti da ufficiale e differentemente strutturati in rapporto alla loro estensione e rilevanza operativa, cui compete prioritariamente la responsabilità della direzione e del coordinamento delle attività di controllo del territorio e di contrasto delle manifestazioni di criminalità a rilevanza locale, nonché l’assolvimento dei compiti militari;
e)  Comandi di stazione, peculiari articolazioni di base dell’Arma dei carabinieri a livello locale, cui compete la responsabilità diretta del controllo del territorio e delle connesse attività istituzionali, nonché l’assolvimento dei compiti militari. Sono retti, di massima e in relazione alla rilevanza dell’impegno operativo, da luogotenente, maresciallo maggiore o maresciallo capo.

2.  L’organizzazione territoriale, struttura essenziale per il controllo del territorio, costituisce riferimento per i reparti delle altre organizzazioni dell’Arma nell’espletamento delle attività di rispettiva competenza.

 

Art. 174  Organizzazione mobile e speciale dell’Arma dei carabinieri

1.  L’organizzazione mobile e speciale comprende reparti dedicati, in via prioritaria o esclusiva, all’espletamento, nell’ambito delle competenze attribuite all’Arma dei carabinieri, di compiti particolari o che svolgono attività di elevata specializzazione, a integrazione, a sostegno o con il supporto dell’organizzazione territoriale.

2.  L’organizzazione di cui al comma 1 si articola in:

a)  Comando unità mobili e specializzate, retto da generale di corpo d’armata, che esercita funzioni di alta direzione, di coordinamento e di controllo nei confronti dei comandi di divisione dipendenti;
b)  Comandi, retti da generale di divisione o di brigata, che esercitano funzioni di direzione, di coordinamento e di controllo dei reparti alle dirette dipendenze .

 

Art. 174-bis  Organizzazione per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare

1.   L’organizzazione forestale, ambientale e agroalimentare comprende reparti dedicati, in via prioritaria o esclusiva, all’espletamento, nell’ambito delle competenze attribuite all’Arma dei carabinieri, di compiti particolari o che svolgono attività di elevata specializzazione in materia di tutela dell’ambiente, del territorio e delle acque, nonché nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare, a sostegno o con il supporto dell’organizzazione territoriale.

2.  L’organizzazione di cui al comma 1, si articola in:

a)  Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari, che, ferme restando la dipendenza dell’Arma dei carabinieri dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, tramite il comandante generale, per i compiti militari, e la dipendenza funzionale dal Ministro dell’interno, per i compiti di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, ai sensi dell’articolo 162, comma 1, dipende funzionalmente dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali per le materie afferenti alla sicurezza e tutela agroalimentare e forestale. Del Comando si avvale il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, limitatamente allo svolgimento delle specifiche funzioni espressamente riconducibili alle attribuzioni del medesimo Ministero. Il Comando è retto da generale di corpo d’armata che esercita funzioni di alta direzione, di coordinamento e di controllo nei confronti dei comandi dipendenti. L’incarico di vice comandante del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari è attribuito al Generale di divisione in servizio permanente effettivo del ruolo forestale;
b)  Comandi, retti da generale di divisione o di brigata, che esercitano funzioni di direzione, di coordinamento e di controllo dei reparti dipendenti.

2-bis.  I reparti istituiti con decreto del Ministro dell’ambiente dell’11 novembre 1986, registrato alla Corte dei conti in data 24 novembre 1986, registro n. 1, foglio n. 1, e con decreto del Ministro della difesa dell’8 giugno 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 settembre 2001, n. 211, Supplemento ordinario, sono posti alle dipendenze del Comando di cui al comma 2, lettera a). I medesimi reparti assumono rispettivamente la denominazione di Comando carabinieri per la tutela ambientale e Comando carabinieri per la tutela agroalimentare.

2-ter.  Dal Comando di cui al comma 2, lettera a), dipendono anche il Comando carabinieri per la tutela forestale e il Comando carabinieri per la tutela della biodiversità e dei parchi.

 

Art. 175  Reparti e unità dell’Arma dei carabinieri per esigenze specifiche

1.  Costituiscono reparti e unità per esigenze specifiche:

a)  il Reggimento corazzieri;
b)  i reparti per le esigenze degli organi costituzionali;
c)  i reparti e gli uffici presso gli organi della Difesa, dell’Esercito italiano, della Marina militare, dell’Aeronautica militare, i comandi e gli organismi internazionali in Italia e all’estero;
d)  i reparti di volo, i reparti a cavallo e le unità navali;
e)  le unità paracadutiste ed eliportate;
f)  il gruppo di intervento speciale;
g)  la banda dell’Arma dei carabinieri;
h)  le unità presso dicasteri vari.

2.  L’Arma, inoltre, concorre con proprio personale all’attività degli organismi interforze secondo le norme che ne regolano la composizione e il funzionamento.

 

Art. 176  Organi di polizia militare dell’Arma dei carabinieri

1.  Alle funzioni di polizia militare, incluse quelle di assistenza ai comandi e alle unità militari, provvedono, nell’ambito definito dall’ articolo 90, i reparti territoriali, gli uffici, i comandi e i reparti costituiti presso gli organi centrali della difesa, presso le Forze armate, gli organismi NATO e gli altri organismi internazionali in Italia e all’estero, nonché le altre unità appositamente individuate.

 

Art. 177  Procedure per l’istituzione e la soppressione di reparti dell’Arma dei carabinieri

1.  Il Comandante generale istituisce o sopprime comandi territoriali di livello non superiore a comando provinciale con propria determinazione, previo assenso del Ministro della difesa, che si pronuncia di concerto con il Ministro dell’interno.

2.  Salvo quanto previsto dall’articolo 11 della legge 31 marzo 2000, n. 78, l’istituzione o la soppressione di comandi diversi da quelli di cui al comma 1, nei limiti delle dotazioni di personale previste dalle disposizioni vigenti, è disposta dal Comandante generale, previo consenso del Capo di stato maggiore della difesa, con l’assenso del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’interno se si tratti di comandi che svolgono servizi o attività di pubblica sicurezza e ordine pubblico.

 

Art. 178  Qualifiche di polizia giudiziaria

1.  Agli appartenenti ai ruoli degli ufficiali, esclusi gli ufficiali generali, degli ispettori e dei sovrintendenti è attribuita la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria.

2.  Agli appartenenti al ruolo degli appuntati e carabinieri è attribuita la qualifica di agente di polizia giudiziaria.

3.  Gli appuntati, limitatamente al periodo in cui hanno l’effettivo comando di una stazione dell’Arma, sono ufficiali di polizia giudiziaria.

4.  Gli appartenenti all’Arma dei carabinieri, in base alle qualifiche di polizia giudiziaria loro attribuite, adempiono verso l’autorità giudiziaria agli obblighi di legge che loro incombono, osservate le disposizioni che regolano i propri rapporti interni di dipendenza gerarchica.

 

Art. 179  Qualifiche di pubblica sicurezza

1.  Gli ufficiali dei carabinieri hanno la qualifica di ufficiali di pubblica sicurezza, ai sensi della normativa vigente.

2.  Agli appartenenti ai ruoli degli ispettori, dei sovrintendenti e degli appuntati e carabinieri è attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza.

3.  I luogotenenti e i marescialli maggiori, oltre quanto già specificato, sono sostituti ufficiali di pubblica sicurezza e sostituiscono i superiori gerarchici in caso di assenza o impedimento di questi, assumendo anche la qualifica di ufficiale di pubblica sicurezza.

 

Art. 180  Disposizioni ulteriori in tema di organizzazione e servizio dell’Arma dei carabinieri

1.  Nel regolamento sono disciplinate le relazioni dell’Arma dei carabinieri con le altre autorità militari e civili.

2.  Il Ministro della difesa, ai sensi dell’ articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, adotta, di concerto con il Ministro dell’interno limitatamente alle parti relative ai compiti di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, il regolamento generale dell’Arma dei carabinieri che stabilisce:

a)  l’organizzazione e il funzionamento delle strutture e dei mezzi dell’Arma dei carabinieri;
b)  l’organizzazione e l’esecuzione del servizio istituzionale.

 

Titolo V

Sanità militare

Capo I

Disposizioni generali

Art. 181  Istituzione e funzioni del Servizio sanitario militare

1.  Il Servizio sanitario militare, di seguito denominato: «Sanità militare» provvede:

a)  all’accertamento dell’idoneità dei cittadini al servizio militare;
b)  all’accertamento dell’idoneità dei militari al servizio incondizionato;
c)  alla tutela della salute dei militari;
d)  ai rifornimenti e allestimenti dei materiali tecnici e di servizio generale che occorrono per i bisogni in tempo di pace, di guerra o di grave crisi internazionale;
e)  a ogni altro adempimento previsto dal presente codice, dal regolamento o dalla legge.

 

Art. 182  Rapporti con la legislazione in materia sanitaria e di igiene pubblica

1.  Sono di competenza della Sanità militare le funzioni amministrative concernenti:

a)  l’organizzazione sanitaria militare;
b)  le attività indicate nell’ articolo 181;
c)  le attività di cui all’ articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 193.

2.  Relativamente alle funzioni di igiene, sanità pubblica e polizia veterinaria, di cui all’ articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, sono fatte salve in materia di ordinanze, di accertamenti preventivi, di istruttoria o di esecuzione dei relativi provvedimenti, le attività di istituto delle Forze armate che, nel quadro delle suddette misure sanitarie, ricadono sotto la responsabilità delle competenti autorità.

3.  La Sanità militare applica le disposizioni delle leggi concernenti la tutela dell’igiene e della sanità pubblica, ivi comprese quelle relative alla manipolazione, preparazione e distribuzione di alimenti e bevande, nonché della sanità pubblica veterinaria, compatibilmente con le particolari esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare.

 

Art. 183  Rapporti con il servizio sanitario nazionale

1.  Per far fronte alle esigenze della Sanità militare che non possono essere soddisfatte con il proprio personale, il Ministero della difesa può stipulare convenzioni, nei limiti di stanziamento di bilancio, con le aziende sanitarie locali, con gli enti e gli istituti di cui agli articoli 394041 e 42 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, nonché con i policlinici a gestione diretta, per prestazioni professionali rese dal personale delle stesse aziende, nei limiti di orario previsto per il predetto personale.

2.  Analoghe convenzioni possono essere stipulate con medici civili, generici o specialisti, se le esigenze della Sanità militare non possono essere soddisfatte con il personale medico militare o con quello delle unità sanitarie locali e degli enti e istituti di cui al comma 1.

3.  Il Ministero della difesa può, sempre che ricorrano le condizioni di cui al comma 2, stipulare convenzioni anche con laureati in medicina veterinaria, chimica, psicologia e biologia, estranei all’Amministrazione dello Stato.

4.  Le convenzioni con i medici civili sono stipulate con l’osservanza dei contenuti normativi ed economici previsti dagli accordi collettivi nazionali che disciplinano i rapporti fra servizio sanitario nazionale e medici.

5.  I compensi da corrispondere ai laureati, di cui al comma 3, sono stabiliti annualmente con decreto del Ministro della difesa, emanato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

6.  Con decreto del Ministro della salute e del Ministro della difesa sono individuate:

a)  d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, e nel rispetto delle indicazioni degli strumenti di programmazione regionale, tenuto conto della localizzazione e della disponibilità di risorse delle altre strutture sanitarie pubbliche esistenti, le strutture sanitarie militari accreditabili, nonché le specifiche categorie destinatarie e le prestazioni ai fini della stipula degli accordi contrattuali previsti dall’ articolo 8-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502; gli accordi contrattuali sono stipulati tra le predette strutture sanitarie militari e le regioni nel rispetto della reciproca autonomia;
b)  le categorie destinatarie e le tipologie delle prestazioni erogate dalle strutture sanitarie militari.

 

Art. 184  Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per le Forze armate

1.  La normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, si applica alle Forze armate nei limiti di compatibilità con gli speciali compiti e attività da esse svolti, tenuto conto delle insopprimibili esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare, come valutate dai competenti organismi militari sanitari e tecnici.

2.  I limiti di compatibilità e le esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare sono individuati nel regolamento, in questa parte emanato nel rispetto delle procedure previste dall’ art. 3, comma 2, 1° periodo del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

 

Art. 185  Sicurezza nucleare e protezione sanitaria per l’amministrazione della difesa

1.  Ai sensi dell’ articolo 162 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, la materia della sicurezza nucleare e protezione sanitaria si applica all’Amministrazione della difesa, al fine di garantire la protezione della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti; la disciplina applicativa è contenuta nel regolamento, ove sono indicate le particolari esigenze connesse ai compiti istituzionali delle Forze armate in tempo di pace.

2.  Sono escluse dall’ambito di applicazione del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 52, le sorgenti sigillate ad alta attività detenute per attività svolte nell’ambito del Ministero della difesa.

 

Art. 186  Altre disposizioni in materia di tutela dei lavoratori

1.  Le disposizioni sancite dal decreto legislativo 26 novembre 1999, n. 532, dalla legge 22 febbraio 2001, n. 36 e dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 187, si applicano alle Forze armate, nei limiti di compatibilità con gli speciali compiti e attività da esse svolti, tenuto conto delle insopprimibili esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare.

2.  I limiti di compatibilità e le esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare di cui al comma 1, sono valutati dai competenti organismi militari sanitari e tecnici.

 

Art. 187  Disposizioni tecniche attuative

1.  Con decreto del Ministro della difesa sono emanate le disposizioni tecniche attuative dell’ordinamento della Sanità militare e dei servizi sanitari militari delle singole Forze armate.

1-bis.  Forme di razionale coordinamento coerenti con i criteri interforze tra il Servizio sanitario militare e il Servizio sanitario del Corpo della Guardia di finanza possono essere assicurate, senza nuovi maggiori oneri per la finanza pubblica, mediante la stipula di apposite convenzioni fra il Comando generale della Guardia di finanza e lo Stato maggiore della difesa.

 

Capo II

Organizzazione

Sezione I

Organi della sanità militare

Art. 188  Organi centrali

1.  Sono organi centrali della Sanità militare:

a)  la struttura organizzativa della Sanità militare costituita nell’ambito dell’Area tecnico-operativa del Ministero della difesa;
b)  il Collegio medico-legale;
c)  gli organi direttivi delle Forze armate di cui all’articolo 191.

 

Art. 189  Collegio medico-legale 

1.  Il Collegio medico-legale esprime pareri medico-legali ed esegue le visite dirette ordinate o richieste dal Ministero della difesa, dalle sezioni giurisdizionali e di controllo della Corte dei conti, dagli organi della giustizia amministrativa e dalle amministrazioni statali, anche in occasione del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

2.  Il Collegio medico-legale è articolato in sezioni, fino a un massimo di cinque, di cui non più di due distaccate presso la Corte dei conti, secondo la struttura ordinativa organica definita dallo Stato maggiore della difesa.

3.  Del Collegio medico-legale fanno parte ufficiali medici delle Forze armate con particolare qualificazione professionale nelle branche mediche di interesse del Collegio e possono esservi assegnati ufficiali medici o funzionari medici delle Forze di polizia a ordinamento militare o civile con corrispondente qualificazione.

<<ABROGATO —- >> 4.  I componenti del collegio sono scelti possibilmente tra ufficiali medici docenti universitari o specializzati in una branca medico-chirurgica, indipendentemente dal grado o dalla carica rivestita all’interno del collegio.  << —- ABROGATO>>

<<ABROGATO —- >> 5.  Tra i membri effettivi e aggiunti di cui al comma 3, lettere c) e d) sono tratti gli ufficiali medici specializzati per le esigenze dei gabinetti di radiologia, di analisi cliniche, di cardiologia, di elettroencefalografia, di neurologia, di oculistica, di otorinolaringoiatria.  << —- ABROGATO>>

<<ABROGATO —- >> 6.  Gli ufficiali medici di cui al comma 3, lettere b), c) e d) possono appartenere oltre che al servizio permanente anche alle categorie in congedo, di cui all’ articolo 886. Per il richiamo in servizio degli ufficiali medici da destinare al collegio medico-legale e per l’età dei medici civili chiamati a far parte del collegio medesimo si applicano le disposizioni dell’ articolo 993.  << —- ABROGATO>>

7.  In presenza di vacanze organiche nei ruoli degli ufficiali medici in servizio permanente effettivo delle Forze armate , i membri del Collegio possono essere scelti, fino a un quarto dell’organico, fra docenti universitari o specializzati, preferibilmente competenti in medicina legale, mediante convenzione annuale, approvata con decreto del Ministro della difesa, dalla quale devono risultare le modalità delle prestazioni e il relativo compenso, la cui misura massima mensile è determinata con decreto del Ministro della difesa, di cui al comma 9.

8.  I componenti del Collegio medico-legale sono:

a)  nominati con decreto del Ministro della difesa, garantendo un’adeguata rappresentanza di tutte le Forze armate e le Forze di polizia a ordinamento militare e civile;
b)  designati dai rispettivi vertici delle Forze armate o delle Forze di polizia;
c)  sostituiti, se occorre, da ufficiali medici della stessa Forza armata o di polizia, designati, volta per volta, dai rispettivi vertici.

9.  Il presidente del Collegio medico-legale può richiedere l’intervento, con parere consultivo e senza diritto al voto, di medici estranei al collegio, scelti tra specialisti civili, docenti universitari. Ai predetti consulenti è corrisposto un gettone di presenza, la cui misura è fissata con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, per ciascuna giornata di adunanza del collegio tenuta con il loro intervento.

9-bis.  L’interessato può essere assistito durante tutta l’attività davanti al Collegio medico-legale, senza oneri per l’Amministrazione, da un medico di fiducia che non integra la composizione del citato Collegio.

10.  Per le esigenze di funzionamento del Collegio medico-legale i competenti Ministeri dispongono l’assegnazione di personale adeguato nelle qualifiche e nel numero per l’espletamento delle attività.

11.  Il Collegio medico-legale:

a)  dipende direttamente dallo Stato maggiore della difesa;
b)  per le esigenze connesse agli accertamenti sanitari da espletare, può avvalersi del personale medico e delle attività di laboratorio e di diagnostica del Policlinico militare di Roma, ovvero di ogni altra struttura sanitaria militare;
b-bis)  le spese per i locali, gli arredi e per l’approvvigionamento di quanto necessario al funzionamento delle sezioni distaccate sono a carico della Corte dei conti .

 

Art. 190  Sezioni del collegio medico-legale

1.  Il collegio medico-legale è articolato in sezioni e, a richiesta del presidente o di almeno tre membri, si pronuncia in seduta plenaria. Ogni sezione è composta da un presidente e da quattro membri effettivi. Le sezioni possono essere integrate temporaneamente dai membri aggiunti di cui al comma 7 dell’articolo 189. A ciascuna sezione del Collegio medico-legale deve essere assegnato almeno uno specialista in medicina legale e delle assicurazioni.

2.  Per la validità delle adunanze del Collegio medico-legale occorre la presenza di almeno la metà dei componenti, oltre il presidente, nelle sedute plenarie, e di due membri effettivi, oltre il presidente, nelle sedute di sezione.

3.  Le sezioni del collegio medico-legale hanno facoltà di chiamare a visita diretta gli interessati se lo ritengono opportuno e si esprimono in merito a:

a)  pareri e visite dirette richieste o ordinate dagli organi o dalle amministrazioni di cui all’articolo 189, comma 1;
b)  pareri circa la concessione dei distintivi ai mutilati di guerra e ai feriti e mutilati in servizio di cui alle sezioni XI e XII del capo III del titolo VIII del libro IV del regolamento;
<<ABROGATO —- >> c)  pareri e visite dirette ordinate per qualsivoglia motivo dal Ministero della difesa e anche da altri Ministeri che non hanno un’organizzazione sanitaria propria. << —- ABROGATO>>

 

Art. 191  Organi direttivi

1.  Secondo l’ordinamento di ciascuna Forza armata sono individuati organi direttivi che esercitano le attribuzioni in materia di:

a)  attuazione delle disposizioni tecniche di cui all’articolo 187;
b)  organizzazione e coordinamento delle attività dei servizi svolti dagli enti sanitari di ciascuna Forza armata.

2.  Il Capo di ciascun organo direttivo di cui al comma 1 è nominato dal rispettivo Capo di stato maggiore di Forza armata o dal Comandante generale dell’Arma dei carabinieri.

3.  Il Capo dell’organo direttivo di cui al comma 1, per l’espletamento delle sue attribuzioni, si avvale della struttura ordinativa costituita e organizzata secondo l’ordinamento di ciascuna Forza armata. Nell’ambito di tale struttura ordinativa possono essere istituite una o più commissioni mediche di secondo grado di Forza armata. Ciascuna Commissione è presieduta dal Capo dell’organo direttivo di cui al comma 1 o da un suo delegato.

4.  Della Commissione fanno parte, in qualità di membri, due ufficiali superiori medici, nominati dal Capo dell’organo direttivo di cui al comma 1; detti membri sono scelti fra gli ufficiali in servizio presso l’organo di direzione o presso altre strutture sanitarie militari della stessa Forza armata.

4-bis.  La Commissione medica di secondo grado di Forza armata esamina le istanze o i ricorsi presentati dagli interessati avverso i giudizi di prima istanza espressi dagli organi sanitari di Forza armata diversi dalle commissioni mediche di cui all’articolo 193. I giudizi della commissione sono definitivi.

 

Art. 192  Commissioni mediche interforze

1.  Le Commissioni mediche interforze, di prima e di seconda istanza, nel presente titolo denominate «Commissioni», esprimono i giudizi sanitari previsti dall’ articolo 198.

2.  Le Commissioni hanno una competenza territoriale definita con determinazione del Capo di Stato maggiore della difesa.

 

Art. 193  Commissioni mediche ospedaliere interforze di prima istanza

1.  Le Commissioni, oltre ai compiti di cui all’ articolo 192, effettuano gli accertamenti medico-legali in materia di:

a)  provvidenze a favore di categorie di dipendenti pubblici e delle vittime del terrorismo, della criminalità, del dovere, di incidenti causati da attività istituzionale delle Forze armate, di ordigni bellici in tempo di pace e dell’esposizione a materiale bellico di cui alle disposizioni contenute nel libro VII, titolo III, capo IV, sezioni III e IV del presente codice;
b)  benefici in favore dei militari di leva, volontari e di carriera, appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia a ordinamento militare e civile, infortunati o caduti in servizio e dei loro superstiti, di cui all’ articolo 1895 e all’ articolo 1896;
c)  impiego del personale delle Forze di polizia invalido per causa di servizio, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 25 ottobre 1981, n. 738;
d)  transito nell’impiego civile di cui all’ articolo 930;
e)  indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati, di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 210.

2.  Le Commissioni mediche ospedaliere sono costituite presso i Dipartimenti militari di medicina legale.

3.  La Commissione è composta da tre ufficiali medici, di cui almeno uno, preferibilmente, specialista in medicina legale e delle assicurazioni. Assume le funzioni di presidente il direttore del Dipartimento militare di medicina legale o l’ufficiale superiore medico da lui delegato o, in loro assenza, l’ufficiale superiore medico più elevato in grado o, a parità di grado, con maggiore anzianità di servizio.

4.  La Commissione, quando si pronuncia su infermità o lesioni di militari appartenenti a Forze armate diverse o di appartenenti a Forze di polizia a ordinamento militare o civile, è composta di due ufficiali medici, di cui uno con funzioni di presidente, identificato con le modalità indicate al comma 3, e di un ufficiale medico o funzionario medico della Forza armata o di polizia di appartenenza.

5.  La Commissione chiamata a pronunciarsi ai fini della concessione dei benefici previsti dal libro VII, titolo III, capo IV, sezioni III e IV, è integrata da due ufficiali medici dell’Arma dei carabinieri nominati dal Comando generale, allorquando il relativo procedimento si riferisca ai superstiti del personale dell’Arma vittima del dovere e agli stessi militari.

5-bis.  A richiesta del presidente può intervenire ai lavori della Commissione, con parere consultivo e senza diritto di voto, un ufficiale superiore o un funzionario designato dal comandante del Corpo o capo dell’ufficio, cui appartiene l’interessato.

 

Art. 194  Commissione medica interforze di seconda istanza

01.  Per l’esame dei ricorsi avverso i giudizi sanitari di prima istanza limitatamente all’accertamento della idoneità al servizio di cui all’articolo 19, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, sono istituite una o più Commissioni mediche interforze di seconda istanza.

1.  La Commissione di cui al comma 01 assume la struttura ordinativa organica definita dallo Stato maggiore della difesa ed è composta da un presidente e due ufficiali superiori medici, in qualità di membri.

2.  La Commissione di cui al comma 01:

a)  esamina i ricorsi presentati nel termine di dieci giorni dalla comunicazione del verbale della commissione medica di prima istanza;
b)  è composta assicurando la presenza nel collegio di un ufficiale medico o funzionario medico della Forza armata o di polizia a ordinamento militare o civile di appartenenza del ricorrente.

3.  A richiesta del presidente può intervenire ai lavori della Commissione di cui al comma 01, con parere consultivo e senza diritto a voto, un ufficiale superiore o un funzionario designato dal comandante del corpo o capo dell’ufficio, cui appartiene l’interessato.

 

Art. 195  Strutture sanitarie interforze

1.  Le strutture sanitarie militari deputate alla diagnosi, cura e alle attività di medicina legale sono:

a)  il Policlinico militare, con sede in Roma, struttura polispecialistica che svolge anche attività di sperimentazione clinica, di formazione e di ricerca in ambito sanitario e veterinario;
b)  i Centri ospedalieri militari, aventi competenze nella diagnostica terapeutica per il ricovero e la cura del personale militare;
c)  i Dipartimenti militari di medicina legale, aventi competenza medico-legale.

 

Art. 195-bis  Istituti di medicina aerospaziale dell’Aeronautica militare

1.   Gli Istituti di medicina aerospaziale dell’Aeronautica militare sono posti alle dipendenze del Capo dell’organo direttivo sanitario dell’Aeronautica militare ai sensi dell’articolo 191 e svolgono le seguenti attività:

a)  accertamento dell’idoneità al volo e ai servizi di navigazione aerea del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia a ordinamento militare e civile, del Corpo dei vigili del fuoco, nonché degli aspiranti al conseguimento di licenze e attestati aeronautici;
b)  effettuazione dei controlli ordinari e straordinari sul mantenimento dell’idoneità al volo ed ai servizi di navigazione aerea del personale di cui alla lettera a), nonché dei titolari di licenze e attestati aeronautici;
c)  accertamenti sanitari o medico-legali disposti dall’organo direttivo sanitario dell’Aeronautica militare ovvero previsti nella normativa vigente.

2.   Gli Istituti di medicina aerospaziale possono esprimere altresì, secondo le indicazioni delle Forze armate, delle Forze di polizia a ordinamento militare o civile, e del Corpo dei vigili del fuoco, i giudizi di idoneità al servizio militare o al servizio d’istituto per il personale sottoposto all’accertamento dell’idoneità di cui al comma 1, lettera a). In tali casi, ai fini dell’espressione del giudizio, sono preventivamente acquisite anche le valutazioni di un ufficiale medico o funzionario medico della Forza armata o di polizia a ordinamento militare o civile di appartenenza dell’interessato, ovvero, del Corpo dei vigili del fuoco.

3.   Con direttiva tecnica dell’organo direttivo sanitario dell’Aeronautica militare sono stabilite la periodicità e le modalità tecniche con le quali il personale delle Forze armate deve essere sottoposto alle visite mediche per l’accertamento del mantenimento dell’idoneità al volo e ai servizi di navigazione aerea.

 

Art. 195-ter  Commissione sanitaria d’appello

1.   La Commissione sanitaria d’appello, posta alle dipendenze dell’organo direttivo sanitario dell’Aeronautica militare, esamina i ricorsi presentati dal personale delle Forze armate, delle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile, del Corpo dei vigili del fuoco, nonché dagli iscritti al fondo di previdenza del personale di volo dipendente dalle aziende di navigazione aerea avverso i giudizi sanitari di prima istanza espressi dagli Istituti di medicina aerospaziale dell’Aeronautica militare in sede di selezione e certificazione dell’idoneità al volo e ai servizi di navigazione aerea di cui all’articolo 195-bis, comma 1, lettere a) e b), ferme restando le competenze della Commissione medica d’appello di cui all’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1988, n. 566 e all’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 44. I ricorsi devono essere presentati nel termine di 30 giorni dalla comunicazione del verbale dell’Istituto di medicina aerospaziale dell’Aeronautica militare.

2.   La Commissione sanitaria d’appello è presieduta dal Capo dell’organo direttivo sanitario dell’Aeronautica militare e ne fanno parte due ufficiali superiori medici nominati dal Capo dell’organo direttivo.

3.   Secondo le indicazioni delle Forze armate, delle Forze di polizia ad ordinamento militare o civile e del Corpo dei vigili del fuoco la Commissione sanitaria di appello può pronunciarsi, altresì, sui ricorsi presentati dal personale avverso i giudizi di idoneità al servizio militare e al servizio di istituto espressi dall’organo di cui all’articolo 195-bis.

4.   La Commissione sanitaria d’appello visita e giudica collegialmente, redigendo apposito verbale di visita nel quale formula un giudizio definitivo.

5.   Allorché esprime i giudizi di cui al comma 3, la Commissione sanitaria di appello è composta assicurando la presenza nel collegio, in qualità di membro, di un ufficiale medico o funzionario medico della Forza armata o di polizia a ordinamento militare o civile di appartenenza del ricorrente, ovvero, del Corpo dei vigili del fuoco. La Commissione, quando esamina i ricorsi degli iscritti al fondo di previdenza del personale di volo dipendente dalle aziende di navigazione aerea, è integrata da un medico designato dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile.

6.   L’interessato può essere assistito durante la visita, senza oneri per l’Amministrazione, da un medico di fiducia che non integra la composizione della Commissione.

7.   La Commissione sanitaria d’appello, per esigenze legate alla complessità dell’accertamento sanitario, può richiedere la partecipazione alla visita, per un parere consultivo e senza diritto al voto, di un medico specialista appartenente al Corpo sanitario aeronautico che non ha partecipato all’emissione del giudizio sanitario di prima istanza.

 

Sezione II

Componenti ausiliarie delle Forze armate della Croce rossa italiana

Art. 196  Compiti in tempo di guerra, di grave crisi internazionale o di conflitto armato

1.  L’Associazione italiana della Croce rossa in tempo di guerra, di grave crisi internazionale o di conflitto armato:

a)  contribuisce, in conformità a quanto previsto dalle convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949, rese esecutive dalla legge 27 ottobre 1951, n. 1739, allo sgombero e alla cura dei feriti e dei malati di guerra nonché delle vittime dei conflitti armati e allo svolgimento dei compiti di carattere sanitario e assistenziale connessi all’attività di difesa civile;
b)  disimpegna il servizio di ricerca e di assistenza dei prigionieri di guerra, degli internati e dei dispersi.

2.  Dichiarato lo stato di guerra o di grave crisi internazionale:

a)  l’organizzazione dei servizi di cui al comma 1 è determinata con decreto del Ministro della difesa, tenuto conto della competenza degli organi del Servizio sanitario nazionale;
b)  le autorità di vertice dei corpi della Croce rossa italiana ausiliari delle Forze armate continuano a dipendere direttamente dal presidente nazionale, il quale assume tutti i poteri, diventando l’unico rappresentante dell’Associazione.

 

Art. 197  Organizzazione dei servizi umanitari

1.  In conformità alla normativa emanata per l’assolvimento dei compiti umanitari commessi da convenzioni e risoluzioni internazionali:

a)  il Ministro della difesa esercita i relativi poteri e facoltà nei riguardi del Corpo militare della Croce rossa italiana e del Corpo delle infermiere volontarie ausiliarie delle Forze armate dello Stato;
b)  l’Associazione italiana della Croce rossa è tenuta ad attendere in via ordinaria secondo le direttive e sotto la vigilanza del Ministero della difesa, alla preparazione del personale, dei materiali e delle strutture di pertinenza dei corpi suddetti, al fine di assicurare costantemente l’efficienza dei relativi servizi in qualsiasi circostanza.

2.  Per la formazione delle infermiere volontarie, del personale del Corpo militare e del personale volontario per il soccorso, la Croce rossa italiana può stipulare convenzioni con le regioni, ferma restando la possibilità di formazione attraverso strutture clinico-sanitarie militari o proprie strutture formative ordinate allo scopo specifico.

3.  Il diploma di infermiera volontaria della Croce rossa italiana è valido nell’ambito dei servizi resi nell’assolvimento dei compiti propri dell’istituzione e per le Forze armate.

4.  L’organizzazione e il funzionamento dei servizi della Croce rossa italiana ausiliari delle Forze armate sono sovvenzionati dallo Stato e sono disciplinati dal regolamento.

<<ABROGATO —- >> 5.  Con direttiva del Capo di stato maggiore della difesa sono determinate le condizioni di impiego del Corpo militare della Croce rossa italiana e del corpo delle infermiere volontarie ausiliarie:

a)  in caso di emergenze per pubbliche calamità;
b)  per l’impiego all’estero per missioni internazionali;
c)  per attività addestrative.

<< —- ABROGATO>>

 

Capo III

Attribuzioni e servizi

Sezione I

Attività delle commissioni mediche interforze

Art. 198  Accertamento dell’idoneità al servizio e delle infermità da causa di servizio

1.  La Commissione di cui all’ articolo 193 territorialmente competente in relazione all’ufficio di ultima assegnazione del dipendente ovvero, se il dipendente è pensionato o deceduto, alla residenza rispettivamente del pensionato o dell’avente diritto, effettua la diagnosi dell’infermità o lesione, comprensiva possibilmente anche dell’esplicitazione eziopatogenetica, nonché del momento della conoscibilità della patologia. Per coloro che risiedono all’estero la visita è effettuata, per delega della Commissione, da un collegio di due medici nominati dalla locale autorità consolare ovvero dal medico fiduciario dell’autorità stessa.

1-bis.  Per il dipendente residente al di fuori della regione amministrativa ove hanno sede le competenti commissioni mediche, se le condizioni di salute ne rendono oggettivamente impossibile o molto disagevole lo spostamento, la commissione territorialmente competente può delegare alla visita due medici, di cui almeno uno ufficiale superiore, appartenenti alle infermerie di cui all’articolo 199 o ai servizi sanitari appositamente individuati ed organizzati presso enti o comandi superiori.

2.  La Commissione, per esigenze legate alla complessità dell’accertamento sanitario, può richiedere la partecipazione alla visita, con voto consultivo, di un medico specialista.

3.  L’interessato può essere assistito durante la visita, senza oneri per l’amministrazione, da un medico di fiducia, che non integra la composizione della Commissione.

4.  La Commissione, entro trenta giorni dalla ricezione degli atti dall’Amministrazione, effettua la visita per il tramite di almeno un componente e redige processo verbale, firmato da tutti i membri. Dal verbale risultano le generalità del dipendente, la qualifica e la firma dei componenti della commissione, il giudizio diagnostico, gli accertamenti e gli elementi valutati a fini diagnostici, la determinazione della data di conoscibilità o stabilizzazione dell’infermità da cui derivi una menomazione ascrivibile a categoria di compenso, nonché l’indicazione della categoria stessa, il giudizio di idoneità al servizio o altre forme di inabilità, le eventuali dichiarazioni a verbale del medico designato dall’interessato, i motivi di dissenso del componente eventualmente dissenziente e il voto consultivo del medico specialista.

5.  Il verbale è trasmesso all’Amministrazione competente entro quindici giorni dalla conclusiva visita. In caso di accertamento conseguente alla trasmissione di certificazione medica ai sensi dell’articolo 8, comma 1 del decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461, il verbale è inviato direttamente al comitato dalla commissione, che provvede a dare comunicazione all’interessato ai sensi del comma 2 dello stesso articolo 8.

6.  In caso di accertamento diagnostico di infezione da HIV o di AIDS, il presidente della Commissione interpella l’interessato per il consenso, da sottoscrivere specificamente a verbale, circa l’ulteriore prosecuzione del procedimento; il presidente impartisce le necessarie disposizioni, anche organizzative, in aggiunta a quanto previsto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, per l’ulteriore utilizzazione e conservazione dei contenuti del verbale, in modo da limitarne la conoscibilità.

7.  La data di effettuazione della visita è comunicata al dipendente con anticipo non inferiore a dieci giorni. In caso di mancata partecipazione, per giustificato motivo, del medico designato dal dipendente alla visita, è convocata una nuova visita da effettuarsi entro trenta giorni dalla prima.

8.  In caso di giustificata assenza del dipendente alla visita, la commissione convoca il dipendente per una nuova visita da effettuarsi entro trenta giorni dalla prima.

9.  In caso di ingiustificata assenza del dipendente alla visita, la commissione redige processo verbale e restituisce gli atti all’Amministrazione nel termine di quindici giorni.

10.  Il presidente della commissione, in caso di comprovato e permanente impedimento fisico del dipendente, può disporre l’esecuzione della visita domiciliare da parte di un componente della Commissione stessa.

 

Sezione II

Servizi medico-legali

Art. 199  Attribuzioni medico-legali

1.  Gli accertamenti medico-legali che, in conformità alle norme del codice e del regolamento, devono o possono farsi presso le strutture sanitarie di cui all’articolo 195, possono essere compiuti anche presso le infermerie presidiarie dirette da ufficiali superiori medici.

2.  Ai direttori di tali infermerie che hanno i gradi predetti sono in ogni caso estese le attribuzioni medico-legali riservate ai direttori delle strutture sanitarie di cui all’articolo 195, sia in sede di osservazione per tutti i casi nei quali questa è attualmente prevista, sia in sede di rassegna.

 

Art. 200  Visite medico-legali

1.  Tutte le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici possono richiedere l’opera degli ufficiali medici per visite medico-legali ai propri dipendenti, nei seguenti casi:

a)  per accertare l’esistenza, la natura e il grado di infermità sulle quali si devono motivare provvedimenti di licenza, di aspettativa, di riforma e di riposo, di impiegati non appartenenti a quelle amministrazioni statali contemplate nel decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461; tali accertamenti sono praticati sempre con visite collegiali se si tratta di collocamento in riforma o a riposo, mentre per il collocamento in aspettativa la visita è fatta da un solo ufficiale medico;
b)  per stabilire la reale esistenza dell’allegata inabilità fisica dei rivenditori di generi di privativa, che chiedono di essere rappresentati da un commesso; l’accertamento si esegue mediante visita collegiale;
c)  per verificare l’inabilità allegata dagli alunni delle scuole primarie e secondarie che domandano la esenzione dalle esercitazioni di educazione fisica; la visita è eseguita da un solo ufficiale medico;
d)  per constatare l’idoneità fisica degli aspiranti a impieghi in pubbliche amministrazioni; la visita è eseguita da un solo ufficiale medico, se non è esplicitamente richiesto l’intervento di un collegio medico;
e)  per accertare malattie dei docenti delle scuole primarie e secondarie, che chiedono il conferimento di indennità per motivi di salute; la visita è eseguita da un solo ufficiale medico, salvo i casi nei quali venga tassativamente richiesta la visita collegiale dall’autorità interessata;
f)  per accertare se esista indicazione alle cure balneo-termali negli stabilimenti militari, secondo le relative norme in vigore;
g)  per accertare l’inabilità assoluta e permanente dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche;
h)  per stabilire le condizioni fisiche dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche i quali chiedono di fare la cessione del quinto dello stipendio; la visita è eseguita da un solo ufficiale medico;
i)  per accertare l’idoneità fisico-psichica di coloro che aspirano alla patente di conduttori di autoveicoli: la visita è eseguita da un solo ufficiale medico;
l)  per reclutamento e riforma degli appartenenti alle Forze di polizia a ordinamento civile;
m)  ai fini del collocamento in congedo straordinario per infermità dei dipendenti della pubblica amministrazione;
n)  altre visite non contemplate nelle lettere precedenti, autorizzate dal Ministero della difesa, ovvero attribuite dalla legge alla competenza di ufficiali medici, in base alle disposizioni che ne regolano l’esercizio.

2.  Le autorità o i privati che richiedono le visite rivolgono ufficialmente la domanda alla Direzione dell’ospedale militare o dell’infermeria autonoma o presidiaria oppure al Comando dal quale dipende l’infermeria di corpo se la visita deve essere eseguita presso tale ente, oppure, nei casi previsti, alla Direzione dell’istituto di medicina aerospaziale dell’Aeronautica militare competente per territorio.